Riforma Giustizia: le Camere Penali promuovono il sì al Referendum

La mobilitazione delle Camere Penali dell’Umbria, con epicentro a Perugia, ha dato il via a un’iniziativa volta a promuovere il voto favorevole al referendum sulla riforma della giustizia, incentrata sulla separazione delle carriere per giudici e magistrati.

Questo processo, definito da esponenti legali come “una scelta di civiltà”, trascende le dinamiche partitiche e si proietta verso un obiettivo più ampio: il rafforzamento della credibilità e dell’efficienza del sistema giudiziario.

L’avvocato Pietro Gigliotti, referente distrettuale del comitato promotore, ha sottolineato come la riforma rappresenti un passo imprescindibile per garantire una giustizia più equa e imparziale.
La separazione delle carriere, lungi dall’essere una questione di natura corporativa, si configura come il completamento di un percorso iniziato nel 1988, con l’obiettivo di realizzare un giudice pienamente terzo e indipendente.

Questa indipendenza non va confusa con l’imparzialità, già sancita, ma rappresenta un ulteriore tassello necessario per assicurare un “giusto processo”, un diritto costituzionalmente garantito che richiede la piena realizzazione della terzietà del giudice.
Il presidente della Camera Penale di Perugia ha eco, evidenziando come l’Unione degli Organismi Legali esprima chiaramente la propria adesione al “sì”.
La riforma, pur non essendo presentata come una soluzione omnicomprensiva a tutti i problemi del sistema giudiziario, viene riconosciuta come un progresso fondamentale e doveroso.
La distanza con le posizioni dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), spesso accusata di una visione più orientata a interessi di categoria, emerge chiaramente.
Francesca Carcascio, della Camera Penale di Terni, ha lanciato un appello diretto ai cittadini, sottolineando come la riforma si configuri come un’opportunità per il popolo, più che per gli operatori del diritto.

L’affermazione è condita da una critica velata nei confronti di chi, secondo Carcascio, si arrocca in posizioni di privilegio per tutelare una “rendita di posizione”.
L’occasione è definita come una “svolta epocale” verso un processo più equo, volto a tutelare efficacemente i diritti di tutti i cittadini.

La vicepresidente della Camera Penale di Spoleto, Francesca Pepperosa, ha ribadito l’importanza di una campagna di sensibilizzazione rivolta al pubblico, sottolineando la necessità di informare i cittadini sull’impatto della riforma.

Gigliotti ha giustificato la presenza e l’impegno delle Camere Penali, paragonando la loro azione a quella che hanno avuto in passato a sostegno di diverse forze politiche, evidenziando come la riforma della giustizia rappresenti un tema trasversale, superando le divisioni ideologiche.

La critica implicita a una polarizzazione politica del dibattito è chiara: il giudice, secondo Gigliotti, non può essere parte della stessa “squadra” del pubblico ministero, ma deve garantire l’imparzialità e l’equità del processo.

La separazione delle carriere non è quindi un mero dettaglio, ma il coronamento di una riforma incompiuta, volta a restituire piena attuazione al principio costituzionale del giusto processo.

Oggi, secondo Gigliotti, sussistono le condizioni oggettive per completare questo percorso cruciale per il futuro della giustizia italiana.

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