La gestione dei rifiuti derivanti dalla complessa ricostruzione post-sisma 2016 in Arquata del Tronto, e più ampiamente nel territorio marchigiano colpito, si configura come un nodo cruciale per il riavvio economico e la sostenibilità ambientale.
La società Dimensione Scavi Srl, operante nel settore delle demolizioni e del recupero di materiali da costruzione con sede a San Benedetto del Tronto, ha sollevato un’istanza urgente alla Struttura Commissariale guidata dal Senatore Guido Castelli, riguardante l’autorizzazione alla gestione di un impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti non pericolosi (codice EER 17 09 04) situato nell’area ex-Unimer di Arquata del Tronto.
L’istanza, originariamente presentata il 16 giugno 2023 e reiterata innumerevoli volte, si basa sulle disposizioni degli articoli 208 del D.
Lgs.
152/2006 e 28 del D.
L.
189/2016, e si qualifica come elemento imprescindibile per la filiera di ricostruzione.
La complessità del quadro normativo, in un contesto di emergenza sismica, richiede una pronuncia tempestiva, soprattutto considerando che la proroga dei poteri speciali previsti dall’art.
28 si estende fino al 31 dicembre 2025.
L’azienda lamenta una situazione di stallo, ricevendo dalla Regione Marche solamente due comunicazioni generiche, risalenti a giugno e agosto, che motivano la sospensione del procedimento con la motivazione di una presunta incompetenza regionale.
Sorprendentemente, manca qualsiasi riscontro formale da parte della Struttura Commissariale, nonostante la procedura sia stata avviata regolarmente.
La mancata risposta comporta per Dimensione Scavi costi significativi per il mantenimento operativo dell’area ex-Unimer, un onere che si somma alle difficoltà intrinseche legate alla ricostruzione post-sisma.
La legale rappresentante, Cristina Perotti, sottolinea l’impegno dell’azienda nella piena collaborazione, fornendo integrazioni documentali e supporto tecnico.
L’istanza si riduce, quindi, alla richiesta di una decisione definitiva, sia essa positiva o negativa, per sbloccare una situazione di incertezza che frena l’avanzamento dei lavori.
Si richiama l’attenzione sulla flessibilità interpretativa prevista dalla normativa, che consente l’emissione di autorizzazioni temporanee o l’imposizione di prescrizioni specifiche, funzionali alle esigenze di emergenza.
Questo approccio, coerente con le dichiarazioni pubbliche di sostegno alle imprese locali espresse dal Commissario, dovrebbe trovare riscontro in procedure amministrative più snelle e reattive.
Il silenzio, in contesti di calamità, non può essere equiparato a una risposta positiva e rischia di compromettere la continuità operativa delle aziende che, come Dimensione Scavi, si fanno carico della gestione dei materiali derivanti dalla ricostruzione, contribuendo attivamente al rilancio del territorio.
La certezza istituzionale, più che deroghe specifiche, è ciò che si richiede per garantire la stabilità e la ripresa economica della comunità colpita dal sisma.

