Il procedimento giudiziario relativo alla tragica scomparsa di Alessandro Venier, 35 anni, residente a Gemona del Friuli, ha compiuto un passo avanti significativo con il rilascio del nullaosta alla tumulazione da parte della Procura della Repubblica di Udine.
La decisione, resa possibile dalla completa acquisizione e valutazione della perizia tossicologica, autorizza il riposo finale del giovane, a distanza di sei mesi dall’atroce evento che lo ha strappato alla vita.
La data del funerale, ancora da definire e coordinata con il sindaco di Gemona, segna un momento cruciale per la comunità locale, profondamente scossa dalla brutalità del crimine.
La confessione dettagliata di Lorena Venier, madre della vittima, ha ricostruito un quadro desolante: Alessandro è deceduto a seguito di un’overdose di farmaci, aggravata da soffocamento, con conseguente occultamento del corpo, smembrato e calcinato con l’utilizzo di calce viva, in un tentativo macabro di cancellare le tracce di un gesto inaudito.
La vicenda, al di là della sua sconvolgente violenza, solleva interrogativi complessi sulla salute mentale della madre, sui meccanismi della dipendenza e sulle dinamiche relazionali che possono sfociare in atti di inaudita ferocia.
La presenza di una figlia, Maylin, nata pochi mesi prima della morte del padre, aggiunge un ulteriore livello di drammaticità alla vicenda.
La bambina, ora di un anno, è attualmente affidata a una struttura protetta, in attesa che si concluda il percorso burocratico necessario per il suo trasferimento in Colombia, patria dei parenti di Maylin Castro Monsalvo, la compagna di Alessandro, attualmente detenuta a Venezia e accusata di complicità nell’omicidio.
Il caso Venier non è solo un tragico episodio di cronaca nera, ma anche un campanello d’allarme per le istituzioni, chiamate a rafforzare i servizi di supporto per le famiglie in difficoltà, a monitorare i casi di dipendenza e a garantire la protezione dei minori, vittime innocenti di una spirale di violenza e disperazione.
La giustizia dovrà ora fare il suo corso, ma il ricordo di Alessandro Venier e la tutela di sua figlia rimarranno impressi nella memoria della comunità friulana.

