Il ritorno dei treni sulla tratta Isernia-Bojano segna un momento cruciale per il Molise, un primo, significativo passo verso la riconquista di una mobilità ferroviaria moderna e funzionale.
L’impegno della Regione, guidata dal Presidente Francesco Roberti, si proietta ora verso il futuro, con l’obiettivo di un’offerta di trasporto pubblica dinamica, capace di rispondere alle esigenze di un territorio frammentato e storicamente penalizzato da una rete infrastrutturale insufficiente.
Questo rilancio, lungi dall’essere un mero ripristino dello status quo, apre scenari ambiziosi.
L’integrazione nel circuito dell’alta velocità, un’aspirazione legittima e perseguibile, richiede un’analisi approfondita e investimenti mirati.
L’individuazione dell’area di Rocca d’Evandro come potenziale nodo di innesto rappresenta una prospettiva concreta, ma la sua realizzazione dipenderà dalla capacità di negoziare e ottenere finanziamenti specifici da RFI, richiedendo un’ingegnerizzazione attenta e la valutazione dell’impatto paesaggistico e ambientale.
La visione regionale non si limita alla sola alta velocità.
È altrettanto essenziale un piano di ammodernamento complessivo della rete esistente, che vada oltre la semplice elettrificazione.
L’eliminazione dei passaggi a livello, veri e propri colli di bottiglia per la fluidità del traffico ferroviario e fonti di rischio per la sicurezza, è prioritaria.
Allo stesso modo, il completamento delle opere che collegheranno Bojano a Campobasso, con l’estensione successiva verso Termoli, è fondamentale per ristabilire la connessione tra le due coste, un obiettivo strategico per lo sviluppo economico e sociale del Molise.
Tuttavia, la realtà si presenta con tempi più lunghi di quanto inizialmente previsto.
La complessa situazione relativa all’ultimo tratto di elettrificazione, Bojano-Campobasso, è aggravata da eventi imprevisti, come i crolli di gallerie che hanno comportato ritardi significativi.
La stima attuale, confermata dalle autorità di RFI, indica una riapertura della stazione di Campobasso non prima del 2028.
Questa attesa prolungata sottolinea la fragilità del sistema infrastrutturale e l’importanza di una gestione più efficace dei rischi e degli imprevisti, con l’adozione di misure preventive e piani di emergenza adeguati.
Il futuro della mobilità molisana dipende da un approccio olistico, che integri investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e politiche di incentivazione all’uso del trasporto pubblico.
È necessario un dialogo costante e collaborativo tra Regione, RFI, Trenitalia e tutti gli attori coinvolti, per superare le sfide e realizzare una rete ferroviaria moderna, efficiente e accessibile a tutti i cittadini.
Il ritorno dei treni a Bojano è solo l’inizio di un percorso più ampio, che mira a restituire al Molise il ruolo di fulcro strategico nel sistema di trasporto nazionale.







