La pesante sconfitta per 2-1 maturata sul campo dell’Avellino ha riacceso le preoccupazioni nel panorama calcistico sampdoriano, proiettando la squadra in una zona di classifica decisamente più defilata.
Con 17 punti, la Sampdoria condivide la penultima posizione con Spezia e Bari, un posizionamento drammatico accentuato dalle vittorie concomitanti di Entella e Sud Tirol, che hanno innescato un allontanamento pericoloso dalle zone salvezza.
La scelta tecnica di Gregucci e Foti si è orientata sull’impiego fin dal primo minuto di Brunori, ex Palermo, affiancato in avanti da Coda, configurando un tandem offensivo volto a scardinare il sistema difensivo avellinese.
A testimonianza delle necessità impellenti della compagine ligure, Esposito, reduce dall’esperienza nello Spezia, è stato inserito nel match durante la ripresa, rappresentando un ulteriore tassello del mercato volto a risollevare le sorti del club.
Tuttavia, l’Avellino ha imposto il proprio gioco con una partenza inaspettatamente solida.
Il gol di Palumbo al 31° minuto ha sbloccato il risultato, rivelando fragilità difensive e difficoltà di reazione da parte dei blucerchiati.
La ripresa si è aperta con l’ex Tutino, autore di una rete cruciale nata da una mischia confusa e da un momentaneo “buco” nella reazione del portiere Ghidotti.
Un gol che ha sancito, inesorabilmente, la difficoltà di arginare le iniziative avversarie.
La reazione della Sampdoria, seppur accorata, è arrivata con l’inserimento di Begic negli ultimi venti minuti, un tentativo di iniezione di energia e dinamismo nell’attacco.
L’unico momento di potenziale svolta si è materializzato al 40° minuto, con il calcio di rigore concesso per fallo su Cherubini.
Coda, dal dischetto, ha trasformato la possibilità in gol, accorciando le distanze ma troppo tardi per ribaltare l’inerzia della partita.
La sconfitta ad Avellino non è solamente un risultato numerico, ma un campanello d’allarme che sottolinea l’urgenza di una profonda riflessione tattica e di un miglioramento nelle prestazioni individuali e collettive.
La prossima sfida, il derby ligure contro l’Entella, rappresenta un crocevia cruciale: una partita da vincere non solo per accumulare punti, ma soprattutto per ritrovare fiducia e riscatto, in un campionato che si fa sempre più competitivo e insidioso.
La pressione è alta, il percorso verso la salvezza si fa impervio, ma la speranza, seppur flebile, deve continuare ad ardere nei cuori dei tifosi blucerchiati.






