L’inchiesta conoscitiva in corso presso la Procura di Milano si propone di scandagliare a fondo le dinamiche che hanno portato a significative disfunzioni nell’unità operativa di medicina ad alta complessità dell’Ospedale San Raffaele, in particolare nell’area Iceberg con il suo reparto di pronto soccorso.
L’indagine non si limita a verificare la correttezza formale del contratto di esternalizzazione del servizio infermieristico, ma intende approfondire le responsabilità legate alla preparazione e alla supervisione del personale impiegato.
Un elemento centrale dell’analisi è la valutazione della formazione ricevuta dagli infermieri della cooperativa Auxilium Care Scarl, i quali, a quanto pare, si sono trovati ad affrontare una situazione operativa ben al di là delle loro competenze iniziali.
L’accertamento mira a stabilire se siano state implementate adeguate procedure di affiancamento e di training sul campo, essenziali per garantire un’assistenza sicura e competente, ad esempio nella gestione dei farmaci, nell’utilizzo delle apparecchiature mediche o nell’applicazione di protocolli terapeutici specifici.
Le prime relazioni elaborate dal Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri (NAS), dall’Ispettorato del Lavoro e dalla Polizia di Stato, hanno evidenziato lacune significative che hanno contribuito alla compromissione del servizio.
L’assenza di un training strutturato e l’immediato inserimento in turni operativi, in alcuni casi, hanno esposto i pazienti a potenziali rischi.
Le testimonianze raccolte, in particolare quella di un infermiere del reparto 301.1-306, rivelano un quadro preoccupante: l’assenza di affiancamento diretto, la mancanza di familiarità con le procedure ospedaliere, la difficoltà nell’utilizzo dei sistemi informatici (come la piattaforma SAP per la gestione degli esami ematici) e l’incapacità di applicare terapie salvavita come la ventilazione meccanica non invasiva (NIV) e la terapia insulinica continua.
Si aggiunge la constatazione di una gestione inefficiente delle risorse, con carrelli infermieristici disordinati e privi di materiale necessario.
L’inchiesta, pur non avendo attualmente indagati né ipotesi di reato specifiche, si prefigge di ricostruire la sequenza degli eventi, analizzando le responsabilità di tutti gli attori coinvolti, al fine di individuare le cause profonde del malfunzionamento e formulare raccomandazioni per il miglioramento della qualità e della sicurezza dell’assistenza infermieristica, evitando il ripetersi di simili criticità.
L’obiettivo ultimo è garantire la tutela della salute dei pazienti e il corretto funzionamento del servizio sanitario.




