L’Azienda Sanitaria Territoriale di Ascoli Piceno implementa un significativo progetto di riorganizzazione e potenziamento della rete assistenziale, in risposta alle crescenti esigenze di una popolazione in evoluzione demografica e alle sfide poste dalla complessità delle patologie croniche.
L’iniziativa, formalizzata attraverso un aggiornamento straordinario del Piano di Azione Locale (Piao), prevede l’inserimento di 52 nuove figure professionali, un investimento strategico per consolidare la sanità di prossimità e ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere.
Il nucleo di questo intervento è composto da 27 infermieri, figure chiave per l’assistenza diretta al paziente, 23 operatori socio-sanitari, che rappresentano il ponte tra l’assistenza medica e il supporto sociale, e 2 assistenti sociali, fondamentali per affrontare le complesse problematiche che spesso si intrecciano con la salute.
Questo potenziamento non è un mero incremento di personale, ma una ridefinizione del modello di cura, orientato alla persona e al territorio.
Un elemento distintivo del piano è il rafforzamento delle Centrali Operative Territoriali (COT), veri e propri punti nevralgici per la gestione integrata dell’assistenza.
La creazione di tre nuove unità all’interno delle COT mira a ottimizzare la coordinazione tra i diversi servizi e a garantire una risposta più rapida ed efficace alle richieste dei cittadini.
Parallelamente, un’attenzione specifica è dedicata alle Unità di Continuità Assistenziale (UCA), con l’inserimento di dieci nuove risorse – infermieri e dirigenti medici – focalizzate sull’assistenza domiciliare e su interventi di cura a basso impatto ospedaliero.
Questo approccio è cruciale per consentire ai pazienti fragili di ricevere cure adeguate nel proprio ambiente di vita, migliorando la qualità della loro esistenza e alleviando il carico sulle strutture ospedaliere.
L’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, sottolinea come questo intervento si inserisca in una visione strategica a lungo termine, volta a trasformare il sistema sanitario regionale.
L’obiettivo primario è il “territorializzazione” della cura, ovvero spostare il baricentro dell’assistenza dalla centralità ospedaliera a un modello diffuso, capillare e personalizzato.
Questa transizione è supportata anche dall’implementazione di infrastrutture innovative realizzate grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità, che fungono da fulcro per l’offerta di servizi sanitari a livello locale.
L’eccezionalità di questa iniziativa si manifesta anche nell’utilizzo di una deroga ai tetti di spesa, dimostrando l’urgenza e l’importanza strategica di questo investimento.
Il direttore generale dell’AST, Antonello Maraldo, precisa che il piano straordinario, approvato dalla Regione il 30 dicembre, avrà un impatto tangibile a partire dalla seconda metà del 2026, affiancandosi al piano ordinario che prevede ulteriori 20 unità di personale, ampliando ulteriormente la rete di supporto.
Questo nuovo piano di potenziamento si aggiunge alle 172 risorse già previste dal Piao 2025-2027 e include figure professionali dedicate alla riduzione delle liste d’attesa, un problema cronico che affligge il sistema sanitario, nonché specialisti in prevenzione, sanità digitale – per l’introduzione di strumenti innovativi per la telemedicina e la gestione dei dati – e, soprattutto, nel rafforzamento dei servizi di salute mentale, un’area di crescente necessità e spesso trascurata.
L’iniziativa rappresenta un passo fondamentale verso un sistema sanitario più equo, accessibile e capace di rispondere alle reali esigenze della comunità.

