Sanità sarda: la sentenza della Consulta riapre il confronto.

La recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato inammissibile il nucleo centrale della legge di riorganizzazione sanitaria sarda – in particolare il meccanismo del commissariamento delle ASL – ha innescato un acceso dibattito in seno alla Commissione Sanità regionale.
Il confronto, convocata ad hoc su richiesta dell’opposizione, ha visto contrapporsi la Presidente della Regione, Alessandra Todde, assessore ad interim della Sanità, e le forze di centrodestra, evidenziando le complessità e le criticità che affliggono il sistema sanitario isolano.
La Presidente Todde, durante la seduta e successivamente ai microfoni, ha sottolineato la necessità di focalizzare l’attenzione sulle esigenze concrete dei cittadini sardi, spesso disorientati da tecnicismi e interpretazioni giuridiche che appaiono distanti dalla loro esperienza quotidiana.

“La priorità – ha affermato – deve essere quella di garantire una sanità funzionante, capace di ridurre le liste d’attesa, assicurare una presa in carico adeguata dei pazienti negli ospedali e ripristinare un’efficace rete di servizi territoriali.
Questo non è un mero esercizio formale, ma un imperativo morale e una responsabilità di governo.
”La sentenza della Consulta impone una revisione strategica e operativa, con l’aggiunta della pressione derivante dagli obiettivi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La Presidente ha ribadito l’importanza di definire obiettivi chiari e misurabili per i Direttori Generali delle ASL, rendendoli responsabili del raggiungimento di risultati concreti.

L’interim dell’assessore alla Sanità, richiesto da molti osservatori, rappresenta per Todde uno strumento di continuità e gestione emergenziale, più che una scelta ideologica.
“Non sono legata all’interim di per sé – ha spiegato – ma sono appassionata di risultati.

La mia dedizione si concentra sulla funzionalità del sistema, e sarò disponibile a confrontarmi con la maggioranza per trovare soluzioni condivise.

”La questione delle nomine dei tre Direttori Generali mancanti – per Cagliari, Sassari e Olbia – rimane sospesa in attesa della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), prevista per il 14 gennaio, in relazione al ricorso presentato dall’ex manager Flavio Sensi.
Nel frattempo, per garantire la continuità amministrativa e operativa, le ASL sono gestite ad interim dai direttori amministrativi e sanitari più anziani, in attesa di una nomina definitiva.
Il dialogo con i vertici delle ASL è costante, al fine di assicurare la stabilità dei servizi in questo periodo transitorio.

Un aspetto cruciale del dibattito ha riguardato il rapporto con il Partito Democratico.
La Presidente ha espresso soddisfazione per l’atteggiamento collaborativo, sottolineando la convergenza raggiunta, testimoniata dal voto unanime per le nomine dei Direttori Generali.

Ha inoltre difeso la solidità della maggioranza, respingendo interpretazioni che suggeriscono un allontanamento tra le forze politiche che la compongono.
“Il PD è un attore fondamentale di questa maggioranza, partecipa attivamente al processo decisionale e condivide le responsabilità del governo.
Non si tratta di un’entità esterna, ma di un partner imprescindibile.
” La coesione e la collaborazione tra le diverse anime della coalizione appaiono dunque elementi chiave per affrontare le sfide che attendono il sistema sanitario sardo.

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