La Sardegna affronta una fase di marcata instabilità idroclimatica, con precipitazioni persistenti che stanno mettendo a dura prova la resilienza del territorio e richiedono un’attenzione costante da parte delle autorità e della popolazione.
Il terzo bollettino di monitoraggio, frutto dell’analisi congiunta di dati pluviometrici e idrometrici, integrazione di previsioni meteorologiche aggiornate e segnalazioni operative, delinea uno scenario complesso, caratterizzato da un diffuso rischio idraulico.
Le piogge, in particolare nelle aree centro-meridionali e orientali dell’isola, hanno generato accumuli significativi, con punte che superano i 30 millimetri in località strategiche come Genna Tuvara e nel bacino artificiale di Nuraghe Arrubiu.
Questa intensità pluviometrica si traduce in un incremento notevole dei livelli idrometrici di numerosi corsi d’acqua, tra cui il Flumendosa (in corrispondenza delle sezioni di Brecca e Ponteterru), il Rio Stanali, il Rio Cixerri e il Gutturu Mannu, tutti elementi cruciali per la gestione delle risorse idriche e la prevenzione del rischio allagamenti.
Il sistema di monitoraggio attivato dalla Protezione Civile, attraverso la sua rete fiduciaria, segnala situazioni di particolare criticità.
In prossimità della diga di Nuraghe Arrubiu, si impone un regime di preallarme per la necessità di laminazione, ovvero il controllo temporaneo del flusso d’acqua per evitare il superamento della capacità invasi.
Similmente, si è dichiarata allerta per rischio idraulico a valle degli invasi di Maccheronis e Flumineddu, richiedendo una vigilanza costante per prevenire esondazioni.
Un’attenzione rafforzata è focalizzata anche sulla diga Minghetti, con la necessità di valutare attentamente la sua stabilità e capacità di contenimento, mentre si mantiene una condizione di preallarme per l’invaso di La Maddalena e per le aree a valle di Govossai, Caprera, Bau Mela e Sinnai.
Particolare cautela è richiesta inoltre per il tratto del Flumendosa a San Vito e per il Rio Chia a Domus de Maria, aree storicamente vulnerabili.
L’intensità delle precipitazioni, accompagnata da rovesci e temporali, ha provocato una serie di conseguenze dirette sul territorio.
Diversi Comuni hanno dovuto disporre la chiusura temporanea di strade e guadi, a causa di allagamenti, presenza di detriti e fenomeni di esondazione.
In alcune aree a rischio, si sono resi necessari allontanamenti preventivi della popolazione e un potenziamento dei servizi di polizia locale, con particolare riferimento alla gestione della viabilità, in cui la statale 195 rappresenta un elemento strategico.
Oltre al rischio idraulico immediato, si registrano fenomeni di dissesto più ampi, che includono frane, tracimazioni di invasi e danni alla viabilità provinciale e statale.
Le aree più colpite da questi eventi sono Muravera, Torpè, Capoterra, Palau, Esterzili, Burcei, Assemini, Lula, Villamassargia, Gairo e Cagliari, sottolineando la complessità della situazione e la necessità di interventi mirati per garantire la sicurezza delle comunità e la protezione del patrimonio territoriale.
La gestione coordinata di queste emergenze richiede una sinergia tra le istituzioni, le forze dell’ordine e la popolazione, al fine di mitigare i rischi e favorire una rapida ripresa delle attività.

