Sardegna: Piano per la Resilienza degli Ecosistemi

## Riscrivere il Futuro: Un Piano Integrato per la Resilienza degli Ecosistemi SardiLa Sardegna, gioiello del Mediterraneo, affronta una sfida esistenziale: la crescente minaccia degli incendi che devastano il suo patrimonio naturale e sociale.
Le immagini di fiamme che divorano boschi secolari e paesaggi unici sono diventate fin troppo familiari, un triste monito di fragilità e di promesse disattese.

Il tempo delle reazioni emergenziali, dei Canadair che piangono sull’incendio, è finito.

È necessario un cambio di paradigma, un approccio proattivo e integrato che affronti le cause profonde del problema e costruisca una resilienza duratura.

Il piano proposto dalla Rete nazionale Basta Incendi non si limita a gestire le emergenze, ma mira a un profondo rinnovamento del sistema di prevenzione, gestione e ripristino degli ecosistemi sardi.
Si articola in sei pilastri fondamentali, ciascuno dei quali richiede un investimento strategico e una visione a lungo termine.

1.

Rimboschimento Attivo con Specie Autoctone: La ricostruzione del tessuto forestale non può prescindere dalla scelta di specie vegetali originarie dell’isola, perfettamente adattate al clima e al suolo sardi.

Questo approccio non solo favorisce la biodiversità, ma contribuisce anche alla stabilità del suolo, alla regolazione del ciclo idrico e alla creazione di microclimi favorevoli.

Ogni area colpita dagli incendi dovrà essere oggetto di un piano di rimboschimento mirato, tenendo conto delle caratteristiche specifiche del territorio.

2.

Forza Lavoro Qualificata e Permanente: La cura del territorio non può essere affidata a manodopera stagionale.
È essenziale creare un corpo di operatori dedicati alla manutenzione preventiva, alla gestione della vegetazione spontanea e al rimboschimento, garantendo un impiego stabile e una formazione continua.

Questi professionisti saranno i custodi del territorio, in grado di identificare i rischi e intervenire tempestivamente.
3.
Servizi Aerei Strategici e Indipendenti: L’impiego di elicotteri e aerei non deve essere limitato alla fase di spegnimento.
Devono essere disponibili tutto l’anno per il trasporto del personale verso le aree di intervento, per l’irrorazione di acqua e per il rifornimento delle risorse idriche, ottimizzando l’efficienza delle operazioni.

Fondamentale, inoltre, è l’affidamento dei servizi aerei di sorveglianza e spegnimento a strutture pubbliche, assicurando autonomia e trasparenza.
4.
Vigilanza Tecnologica e Monitoraggio Ambientale: Un sistema di monitoraggio avanzato, integrando sensori, droni, satelliti e stazioni meteorologiche, è indispensabile per rilevare precocemente i focolai e per valutare il rischio di incendio in tempo reale.

L’analisi dei dati raccolti permetterà di prevedere le tendenze climatiche, di identificare le aree più vulnerabili e di adattare le strategie di prevenzione.

5.
Educazione Ambientale e Consapevolezza Comunitaria: La prevenzione degli incendi non è solo una questione tecnica, ma anche culturale.
Programmi educativi rivolti a tutte le età, dalla scuola dell’infanzia all’università, devono sensibilizzare i cittadini sull’importanza della tutela ambientale, promuovendo comportamenti responsabili e incoraggiando la partecipazione attiva alla cura del territorio.
6.
Valutazione del Rischio Idrogeologico e Gestione delle Risorse Idriche: La deforestazione aggrava il dissesto idrogeologico e mette a rischio la disponibilità di acqua potabile.

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