Sardiigna, ondata di migranti: 79 persone recuperate in 24 ore.

L’assenza di forti venti e le condizioni marine relativamente calme hanno determinato un’intensificazione degli arrivi via mare sulle coste meridionali del Sud Sardegna, testimoniando una complessa dinamica migratoria che coinvolge individui provenienti da contesti geografici e personali estremamente diversi.

Nelle ultime ventiquattro ore, un flusso continuo di imbarcazioni precarie ha toccato terra in diversi punti, con un numero complessivo di persone recuperate che si attesta a 79, tra cui donne e minori, evidenziando la vulnerabilità e la disperazione che spingono queste persone ad affrontare un viaggio pericolosissimo.
Il primo episodio rilevante si è verificato nella suggestiva zona di Teulada, precisamente a Tuerredda, dove i Carabinieri hanno individuato un gruppo di 11 adulti e un minore che si dirigevano verso l’entroterra, abbandonando un’imbarcazione di piccole dimensioni, un barchino lungo circa 5 metri, equipaggiato con un motore fuoribordo di 70 cavalli, simbolo tangibile della precarietà e della fragilità delle risorse a disposizione di chi intraprende questa rotta.

Analogamente, a Porto Pino, nel territorio di Sant’Anna Arresi, i Carabinieri hanno intercettato un altro gruppo di 7 individui, sempre in procinto di allontanarsi dalla costa.
Le operazioni di soccorso e di controllo del territorio si sono protratte per tutta la giornata.
Una motovedetta della Guardia di Finanza ha intercettato, a circa 20 miglia dalle coste di Sant’Antioco, un barchino con 15 uomini a bordo, trasferiti successivamente in porto per le necessarie procedure di identificazione e assistenza.

In seguito, un’altra imbarcazione, contenente 13 migranti, tra cui una donna, è stata localizzata dalle Fiamme Gialle nello stesso tratto marittimo, sempre nelle acque di Sant’Antioco.

La Guardia Costiera ha svolto un ruolo cruciale nel coordinamento degli interventi, recuperando un gruppo di 25 migranti e trasportandoli al porto di Cagliari.
Il culmine degli eventi si è concluso con l’individuazione, in piena notte, di altri sette uomini che cercavano di allontanarsi dalla spiaggia di Porto Pino, intercettati dai Carabinieri.
Tutti i migranti recuperati sono stati trasferiti nel centro di accoglienza di Monastir, dove riceveranno assistenza medica, psicologica e legale, in attesa di chiarire le loro storie, le loro origini e le motivazioni che li hanno spinti a intraprendere questo viaggio rischioso.
La situazione riflette una sfida umanitaria complessa, che richiede un approccio multidisciplinare e una collaborazione internazionale per affrontare le cause profonde delle migrazioni e garantire la protezione dei diritti umani di chi è in fuga da guerre, povertà o persecuzioni.

L’evento sottolinea, inoltre, la necessità di investire in strategie di prevenzione e di controllo del fenomeno, intensificando la sorveglianza marittima e promuovendo accordi di cooperazione con i paesi di origine.

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