Sentenza shock in Sardegna: commissariamenti sanitari, caos e incertezza.

La recente sentenza della Corte Costituzionale, del 24 dicembre, ha radicalmente modificato lo scenario della governance delle aziende sanitarie sarde, invalidando due articoli cruciali della legge 8 che regolamentavano il commissariamento di Asl, Arnas Brotzu, Areus, Aou di Cagliari e Sassari.
Questa decisione, apparentemente una mera questione formale, apre un complesso dibattito sulla legittimità degli atti amministrativi compiuti in precedenza e sulla necessità di una nuova cornice normativa per garantire la continuità operativa del sistema sanitario regionale.

La Giunta, posta di fronte all’imperativo di nominare tempestivamente i nuovi vertici aziendali, si è trovata a navigare in acque legali incerte.
L’analisi giuridica, commissionata per valutare il rischio di azioni risarcitorie da parte degli ex manager rimossi nel precedente commissariamento, è ora al centro delle discussioni.
La possibilità di contenziosi legali, potenzialmente onerosi per l’erario, pesa sulle decisioni politiche.
Tuttavia, l’incertezza legale si intreccia con una delicata questione politica: l’opposizione del Partito Democratico, che mette in discussione la rapidità e la trasparenza del processo decisionale.

La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che, con la decadenza dei commissari, la gestione delle aziende sanitarie è temporaneamente affidata a direttori amministrativi e sanitari, figure che ricoprono un ruolo di supplenza e non possiedono la stessa autorità e responsabilità di un Direttore Generale.

Questa transizione genera preoccupazioni sulla stabilità operativa e sulla capacità di affrontare le sfide quotidiane del sistema sanitario.
Una delle questioni più delicate riguarda la possibilità di reintegrare gli ex manager.
La legge impone termini precisi per la presentazione di ricorsi contro i licenziamenti, e la maggior parte di questi termini è scaduta.
Solo Flavio Sensi, della Asl di Sassari, ha formalizzato un ricorso, il cui esito sarà determinato dalla giustizia.
Per gli altri, la porta potrebbe aprirsi per un accesso come nuovi dirigenti, un’opzione che, in linea di principio, non incontra ostacoli nel campo largo.

Tuttavia, questa prospettiva solleva interrogativi sulla coerenza e sulla trasparenza del processo di selezione, soprattutto alla luce delle circostanze che hanno portato alla loro precedente rimozione.
Oltre all’emergenza immediata, si pone il problema della governance a lungo termine.

La necessità di individuare un nuovo Assessore alla Sanità, in sostituzione delle dimissioni di Armando Bartolazzi, impone una riflessione più ampia sulla direzione politica da imprimere al sistema sanitario regionale.
La Presidente Alessandra Todde, che attualmente ricopre l’interim, ha espresso la volontà di non affrettare la scelta, segnalando la complessità della decisione e la necessità di un’attenta valutazione delle competenze e della visione strategica del futuro titolare.
La ricerca di un equilibrio tra continuità amministrativa e rinnovamento politico si rivela, dunque, cruciale per affrontare le sfide che attendono il sistema sanitario sardo.

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