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Serie A in Australia: Polemiche, Governance e Crisi nel Calcio Italiano

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L’esordio del campionato di Serie A a Perth, in Australia, ha innescato un’accesa polemica che trascende la semplice questione logistica.
Al di là del dibattito sull’opportunità di trasferire un evento sportivo di tale rilevanza così distante dall’Europa, si apre un’inquietante questione di governance e di poteri che gravano sull’organizzazione del calcio italiano.

Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso apertamente il suo dissenso verso l’iniziativa, definendola “fesseria”, ma la sua critica, in realtà, si scontra con una dinamica molto più complessa.

La discussione non si concentra tanto sulla scelta del luogo – un dato di fatto che, a quanto pare, è stato assuefatto in precedenza – ma sulla governance stessa del calcio italiano e sul ruolo della Federazione.
Il presidente federale, Gabriele Gravina, ha tentato di alleggerire la situazione, sottolineando come la decisione di giocare in Australia sia stata una scelta autonoma della Lega Serie A, a cui la Federazione non ha contestato nulla.

Questa autonomia, però, solleva interrogativi cruciali: fino a che punto le scelte della Lega sono indipendenti e quali meccanismi di controllo e supervisione devono essere messi in atto per garantire che tali decisioni siano nell’interesse del calcio italiano nel suo complesso?Un elemento particolarmente controverso è la presunta composizione della squadra arbitrale per la partita.

Si parla di una designazione asiatica, una scelta che, se confermata, amplificherebbe le critiche sull’eccessiva influenza di interessi commerciali e di logiche di marketing che potrebbero prevalere su principi di equità e trasparenza.

La Federcalcio, in questo contesto, si trova a dover dimostrare di non essere un mero esecutore di direttive esterne, ma un’istituzione capace di tutelare l’integrità del gioco e di preservare la sua identità.

La vicenda Perth-Milan-Como, quindi, non è solo un episodio isolato.

È il sintomo di una più ampia crisi di credibilità che affligge il calcio italiano, un sistema in cui i poteri sono spesso opachi e le decisioni vengono prese in una logica di interessi divergenti.
La partita in Australia rischia di diventare un banco di prova per la Federcalcio, chiamata a rispondere a domande scomode e a riconquistare la fiducia di tifosi e appassionati.

La necessità di una riforma più ampia e profonda, che coinvolga tutti gli attori del sistema, appare sempre più urgente e ineludibile.

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