Sgombero Askatasuna: Vanchiglia chiede risposte e tutela dei diritti.

La comunità del quartiere Vanchiglia, con le sue famiglie e il Comitato Genitori dell’Istituto Comprensivo Gino Strada, esprime profonda costernazione e riprovazione per le procedure seguite nello sgombero del centro sociale Askatasuna del 18 dicembre 2025.
La vicenda, lungi dall’essere una mera questione di ordine pubblico, solleva interrogativi urgenti sui limiti dell’azione amministrativa e sulla tutela dei diritti fondamentali, specialmente quelli dei minori.
La gestione dell’intervento, come percepita dalla comunità locale, appare eccessivamente repressiva e profondamente lesiva del tessuto sociale del quartiere.

L’azione, condotta con una rapidità e una determinazione che hanno precluso qualsiasi forma di dialogo o mediazione, ha generato un’onda di sgomento e preoccupazione, alimentando un senso di precarietà e insicurezza tra i residenti.

Tra le criticità più rilevanti, si segnala la pesante ricaduta sull’istruzione.
Lo sgombero ha interrotto bruscamente l’attività scolastica, privando gli studenti di un ambiente sicuro e stimolante, e generando disagi organizzativi significativi per docenti e personale scolastico.

Il diritto allo studio, sancito dalla Costituzione, non può essere sacrificato sull’altare di una presunta necessità di ristabilire l’ordine.
Al di là dell’immediato impatto, lo sgombero ha distrutto un importante luogo di socialità e aggregazione giovanile.
L’Askatasuna rappresentava uno spazio di incontro, scambio culturale e sviluppo di relazioni sociali, fondamentale per la crescita e l’autonomia dei giovani del quartiere.

La sua perdita lascia un vuoto che difficilmente potrà essere colmato.

Le famiglie firmatarie della lettera al Prefetto non intendono limitarsi a una semplice denuncia.
Rivendicano la necessità di una profonda riflessione sulla progettualità futura del quartiere Vanchiglia, auspicando la creazione di spazi di aggregazione giovanile alternativi, gestiti in modo partecipato e trasparente.

Si richiede un approccio che favorisca la prevenzione, il dialogo e la ricerca di soluzioni condivise, piuttosto che l’utilizzo sproporzionato della forza pubblica.

La comunità locale ribadisce con fermezza la propria intenzione di tutelare i diritti costituzionali dei minori, riservandosi il diritto di agire in via legale per accertare le responsabilità di un’interruzione inammissibile di un servizio pubblico essenziale, come quello scolastico.
L’episodio solleva interrogativi cruciali sul bilanciamento tra sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali, e richiede un’azione correttiva che eviti il ripetersi di simili situazioni.
La trasparenza e il coinvolgimento della comunità nel processo decisionale sono elementi imprescindibili per ricostruire un clima di fiducia e serenità.

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