Il Parco Archeologico di Herakleia, incastonato nel cuore della Basilicata, si arricchisce di un progetto innovativo: Siris, un’esperienza immersiva volta a riaccendere il dialogo tra passato, natura e comunità.
Curato da Studio Studio Studio, con la direzione artistica di Antonio Oriente e l’ingegno di Edoardo Tresoldi, Siris non è una semplice esposizione artistica, ma una vera e propria narrazione stratificata che si dispiega attraverso paesaggi, memorie ancestrali e dinamiche sociali contemporanee.
Il progetto si articola in tre interventi artistici distinti, ma interconnessi, pensati per stimolare una comprensione profonda e accessibile al grande pubblico.
“Rovina Inversa” del duo belga Gijs Van Vaerenbergh, gioca con la percezione della memoria e del tempo, elevando il concetto di frammento archeologico in una scultura evocativa.
Il percorso scultoreo “Chora” di Selva Aparicio, si fonde con il paesaggio circostante, creando un’armonia visiva e sensoriale che esalta la bellezza intrinseca del sito.
Infine, la sonorizzazione “Arbosonica” di Max Magaldi, arricchita dalla sensibilità poetica di Claudia Fabris e dalle suggestioni musicali di Daniela Pes, offre una colonna sonora emozionale che accompagna il visitatore in un viaggio nell’anima del luogo.
Le composizioni originali di Pes, in particolare, sono state pensate per catturare l’essenza del sito, creando un’atmosfera di profonda contemplazione.
L’intero processo creativo, dalla fase di ricerca e sopralluogo fino all’installazione e all’inaugurazione, è stato meticolosamente documentato dal regista Giovanni Troilo, autore di fama internazionale, offrendo uno sguardo privilegiato dietro le quinte di un’impresa artistica ambiziosa.
Il documentario, destinato a essere un elemento integrante del progetto, mira a sensibilizzare ulteriormente il pubblico sull’importanza della conservazione del patrimonio culturale.
Siris si inserisce all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione delle aree sacre del Parco Archeologico di Herakleia e della creazione di un Ecomuseo, un’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura e sostenuta da risorse europee.
L’intervento, affidato dal Segretariato regionale per la Basilicata, si pone l’obiettivo di rendere accessibili e comprensibili le testimonianze archeologiche anche a un pubblico non specializzato, attraverso un linguaggio artistico che ne esalti il valore intrinseco.
Il carattere sperimentale di Siris risiede nella sua capacità di reinterpretare i resti archeologici attraverso una lente artistica autoriale, intrecciando la storia del luogo con l’ecosistema contemporaneo.
Gli interventi sono concepiti come reversibili e non invasivi, rispettando l’integrità materiale del sito e integrandosi armoniosamente nel paesaggio.
L’impronta ecologica è stata una priorità durante la progettazione e la realizzazione, testimoniando un approccio sostenibile alla valorizzazione del patrimonio.
In definitiva, Siris rappresenta un atto di amore verso la storia e la bellezza della Basilicata, un invito a riscoprire le radici del nostro passato e a riflettere sul nostro rapporto con il territorio.






