Sostegno a minori orfani: 156.000 euro per tutela e formazione.

La Commissione Sanità del Consiglio Regionale ha espresso unanime consenso a una delibera cruciale volta a rafforzare il sostegno a minori orfani speciali, figli di donne tragicamente scomparse a seguito di femminicidio.
Questa misura, lungimirante e profondamente sentita, rappresenta un atto concreto di tutela e accompagnamento per una fascia di popolazione particolarmente vulnerabile, spesso invisibile e dimenticata.
Attualmente, in Sardegna, tredici bambini e ragazzi sono seguiti da centri specializzati, strutture che offrono un supporto psico-sociale complesso e continuativo.

La delibera prevede un investimento di 156.000 euro, destinati a garantire la continuità e l’ampliamento di tali servizi.

Di queste risorse, 116.000 euro saranno impiegati per sostenere le attività di rete “Plus”, un sistema integrato di interventi mirati a rispondere ai bisogni specifici di ciascun minore, promuovendo il loro sviluppo armonioso e la loro integrazione sociale.

I restanti 40.000 euro saranno dedicati a un programma di formazione specialistica rivolto alle forze dell’ordine, con un focus particolare sulle dinamiche della violenza di genere e sulle strategie di prevenzione e contrasto.

Un elemento innovativo è l’estensione di tale formazione anche ai centri antiviolenza, favorendo una collaborazione sinergica tra istituzioni e associazioni del terzo settore.
Durante la seduta, presieduta da Carla Fundoni (Pd), l’Assessore alla Sanità, Armando Bartolazzi, ha illustrato il provvedimento e un’altra delibera esecutiva, sottoponendo entrambe al vaglio della Commissione.
L’approvazione di questa misura sottolinea l’impegno del Consiglio Regionale a creare un sistema di protezione sociale più efficace e inclusivo, in grado di rispondere alle esigenze di tutte le fasce di popolazione.

Parallelamente, la Commissione ha approvato un aggiornamento dello statuto dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, un ente di riferimento per la sanità animale e la sicurezza alimentare.

Questa revisione statutaria si rende necessaria per adeguare l’Istituto alle recenti evoluzioni normative nel campo della medicina veterinaria, della salute pubblica e della tutela ambientale.

Bartolazzi ha evidenziato come il precedente statuto, datato 2014, non riflettesse più il quadro normativo attuale.

La nuova formulazione, definita dal Consiglio di Amministrazione dell’Istituto il 13 giugno scorso, introduce importanti modifiche organizzative e procedurali, volte a migliorare l’efficienza e la trasparenza dell’ente.
L’adeguamento statutario si inserisce in un contesto più ampio di riforma della pubblica amministrazione, mirato a semplificare i processi e a rafforzare la responsabilità degli organi gestori.

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