La fragile risalita dello Spezia, incastonata tra i bassifondi di una classifica complessa, si è infranta sul campo del Frosinone, capolista incontrastata e squadra capace di esprimere un calcio pragmatico e letale.
La pesante sconfitta, la seconda di fila, evidenzia le persistenti fragilità di una squadra ancora alla ricerca di un’identità solida e di una costanza di risultati che le permettano di proiettarsi verso obiettivi più ambiziosi.
Il primo quarto d’ora della partita si era preannunciato incoraggiante per gli aquilotti, che avevano sfiorato il vantaggio con una traversa colpita da Soleri, abile a innescare l’azione con un’impostazione aerea.
Tuttavia, la lucidità iniziale si è dissolta rapidamente, lasciando spazio a una vulnerabilità strutturale particolarmente evidente nella gestione dei calci da fermo.
Al sedicesimo minuto, il Frosinone ha capitalizzato l’errore, con Bracaglia che si è dimostrato implacabile nel trasformare in gol un pallone vagante al limite dell’area, frutto di un calcio d’angolo mal gestito.
Questo episodio non è solo un episodio isolato, ma il sintomo di una difficoltà intrinseca nello spezzare le schemi difensivi avversari.
La rete ha immediatamente sbloccato la partita, esponendo la squadra di Donadoni alle ripartenze fulminee orchestrate dai talentuosi esterni offensivi ciociari, Kvernadze e Ghedjemis.
Il georgiano, in particolare, ha dimostrato una notevole capacità di creare occasioni pericolose, sfiorando il raddoppio con un palo.
La ripresa ha visto il Frosinone mantenere il controllo del gioco, sfruttando al meglio gli spazi concessi dallo Spezia.
Artistico ha avuto l’opportunità di ampliare il vantaggio con un errore grossolano, sciupando una potenziale azione da manuale.
Il raddoppio, inesorabile, è arrivato al settantesimo minuto, sigillato dal guizzo di Ghedjemis, testimonianza della freddezza e dell’efficacia del Frosinone nelle transizioni offensive.
Solo nel recupero, con Beruatto che ha siglato un gol pregevole dalla distanza, lo Spezia ha accarezzato la possibilità di riaprire la partita, un’incognita che, tuttavia, non ha intaccato il risultato finale.
La sconfitta, al di là dell’andamento specifico del match, ripropone interrogativi cruciali sulla solidità difensiva e sulla capacità di reazione della squadra, evidenziando la necessità di una profonda riflessione tattica e di un ritrovato spirito di squadra.
L’espressione di un gioco più equilibrato e di una maggiore resilienza diventeranno imperativi categorici per ambire a un futuro più sereno in un campionato sempre più competitivo.







