Spezia, un corteo per Abanoub: dolore, rabbia e richieste di giustizia.

Un corteo silenzioso, composto da una miriade di volti segnati dal lutto e dalla rabbia, si è riversato questa mattina sulle vie della Spezia.

Parenti, amici, compagni di classe e membri della comunità egiziana, uniti dal dolore per la perdita di Abanoub Youssef, hanno espresso il loro sgomento e la loro richiesta di giustizia di fronte all’obitorio dell’ospedale locale.

La protesta, spontanea e sentita, ha visto la partecipazione di circa un centinaio di persone, che hanno occupato il marciapiede e, temporaneamente, la sede stradale, esponendo striscioni carichi di significato e implicazioni profonde.

I cartelli, scritti a mano con un’urgenza palpabile, non si limitavano a un generico appello alla punizione del responsabile dell’omicidio.
Si trattava di un grido di accusa, un’interrogazione scomoda rivolta alle istituzioni e al sistema scolastico stesso.

“La scuola è complice” recitava uno di essi, sollevando un interrogativo cruciale: quale fosse il ruolo dell’ambiente educativo nella prevenzione di atti di violenza e quali fossero le misure di sicurezza effettivamente implementate.

“Giustizia per Abu” non era solo un appello per un rapido processo, ma una richiesta di una giustizia che andasse oltre la mera punizione, una giustizia che affrontasse le cause profonde della tragedia.

“Vogliamo una giustappunto tutti.
Per tutti i tutti.

Il tutto per tutti.
per tutti per tutti.
La.
In tutti.
.

T per tutti.
.

per tutti.

Per tutti.

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