Stabilità 2026 in Sardegna: approvazione cruciale e accordo Pd

Il disegno di legge di Stabilità per il 2026, un pilastro finanziario da circa 10,5 miliardi di euro, è entrato ufficialmente nella fase di esame in Consiglio Regionale.
La Giunta, guidata da Alessandra Todde, ha approvato il testo due settimane fa, ora destinato all’approfondimento e al dibattito all’interno della Terza Commissione (Bilancio), presieduta da Alessandro Solinas (Movimento 5 Stelle).

La tempistica è cruciale.

La maggioranza regionale si è posta l’obiettivo ambizioso di finalizzare l’approvazione entro il 31 dicembre 2025, una scadenza imposta dalla necessità di evitare l’esercizio provvisorio.

Quest’ultimo scenario comporterebbe un ritardo significativo nell’erogazione e nell’utilizzo delle risorse finanziarie allocate, con conseguenze potenzialmente negative per l’economia sarda.
I tempi tecnici standard prevedono un periodo di 35 giorni per la discussione in Aula, un limite che, se superato, comprometterebbe i piani della maggioranza.
Tuttavia, la rapidità dell’iter potrebbe essere accelerata se l’opposizione dovesse limitare il tempo dedicato alla relazione, al di sotto dei 15 giorni previsti dalla legge.
Parallelamente, si attende con urgenza il decreto di nomina del nuovo Assessore all’Agricoltura.

La carica è rimasta vacante a seguito delle dimissioni di Gianfranco Satta, una decisione che riflette tensioni interne al suo partito, i Progressisti, che lo hanno di fatto sfiduciato.

Francesco Agus, attuale capogruppo dell’Assemblea, appare come il candidato naturale per subentrare, portando con sé una profonda conoscenza delle dinamiche regionali.

Un momento significativo per i Progressisti è stato il congresso di due giorni fa, durante il quale Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, è stato eletto nuovo segretario, succedendo al precedente presidente.

Questo evento ha visto anche l’approvazione di importanti modifiche statutarie, che includono l’istituzione di una direzione regionale e una segreteria organizzativa, elementi fondamentali per rafforzare la struttura del partito.
La novità più rilevante, e in attesa di una formalizzazione, è l’accordo federativo con il Partito Democratico.
I Progressisti, pur rappresentando una forza politica radicata esclusivamente in Sardegna, hanno deciso di allineare la loro presenza a livello nazionale e internazionale europeo al Pd.

Questa convergenza strategica suggerisce una possibile riorganizzazione anche nella rappresentanza parlamentare: Francesca Ghirra, deputata eletta con i Progressisti e attualmente indipendente all’interno del gruppo Avs, potrebbe transitare nel gruppo parlamentare del Partito Democratico, segnando un rafforzamento dell’alleanza tra i due partiti e un riassetto delle dinamiche politiche regionali e nazionali.

Questo accordo evidenzia una rilettura strategica del ruolo dei Progressisti nel panorama politico italiano, puntando su una maggiore visibilità e influenza attraverso l’ancoraggio al Partito Democratico.

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