Stallo nel contratto fabbricerie: assemblea e mobilitazione

A poco più di un anno dalla naturale scadenza del Contratto Nazionale di Lavoro 2021-2023, un lasso di tempo che avrebbe dovuto consentire una transizione fluida e un’adeguata programmazione, il dialogo tra le parti sociali si è arenato, culminando in una procedura di conciliazione fallita.
La responsabilità di questa impasse risiede nell’atteggiamento refrionario dell’associazione datoriale, che si è dimostrata impermeabile alle richieste di revisione e di avanzamento necessarie per tutelare il comparto delle fabbricerie, includendo nel suo ambito di rappresentanza anche i preziosi operatori dell’Opera del Duomo di Orvieto.

In risposta a questa situazione di stallo e per dare voce alle istanze di migliaia di lavoratori, si terrà oggi un’assemblea nazionale, un momento cruciale di partecipazione democratica e di mobilitazione sindacale.
L’iniziativa, promossa da Andrea Pitoni, Segretario Generale di Fp Cgil Terni, sottolinea l’impermeabilità del tempo trascorso e l’urgenza di una ripresa immediata del negoziato, con l’elaborazione di proposte economiche sostanziali e concrete.

La mobilitazione non si esaurisce con l’assemblea: mercoledì 3 dicembre si terrà un flash mob simbolico sotto il Duomo di Orvieto, un gesto che vuole richiamare l’attenzione del pubblico e delle istituzioni sull’importanza del lavoro svolto quotidianamente dai lavoratori delle fabbricerie.

L’Associazione Nazionale delle Fabbricerie, secondo quanto evidenziato da Pitoni, deve assumersi la responsabilità di tornare al tavolo negoziale con una proposta che rifletta la reale valenza del lavoro svolto.
L’offerta attuale, un misero incremento del 6,4%, si rivela inadeguata e irrisoria di fronte alla crescente erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione persistente.

Non solo: tale proposta ignora completamente le richieste formulate nella piattaforma unitaria, frutto di un ampio processo partecipativo che ha coinvolto numerose assemblee durante il mese di ottobre.
Il contratto in questione non deve limitarsi a una mera adeguamento inflattivo, ma deve inoltre compensare lo scostamento salariale accumulato nel precedente triennio, una clausola contrattuale esplicitamente prevista per garantire una continuità e una giustizia nel riconoscimento del valore del lavoro.
La persistenza di risposte evasive e insufficienti è inaccettabile.

È imperativo ottenere aumenti tabellari significativi che proteggano concretamente i salari e che forniscano risposte tangibili a chi, con dedizione e professionalità, contribuisce ogni giorno alla salvaguardia e alla fruizione di un inestimabile patrimonio culturale, testimonianza della storia e dell’ingegno umano.

Si tratta, in definitiva, di tutelare non solo il diritto al riconoscimento economico, ma anche la dignità e il futuro di un settore cruciale per la conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -