- pubblicità -
- pubblicità -

Sud Italia: lavoro in crescita, ma i talenti scappano.

- Advertisement -

Il Sud Italia, lungi dall’essere una fotografia di stagnazione, sta vivendo una complessa metamorfosi socio-economica che si manifesta con segnali di ripresa e, allo stesso tempo, con persistenti fragilità strutturali.
Il rapporto Svimez 2025 dipinge un quadro in cui l’occupazione giovanile, cruciale per la vitalità futura del territorio, ha subito un’impennata significativa nel triennio 2021-2024.

Si tratta di un aumento di circa 100.000 unità, un dato che, se analizzato isolatamente, suggerirebbe un’inversione di tendenza positiva.
Tuttavia, questa crescita occupazionale, che ha contribuito in maniera sostanziale – per oltre un terzo – all’incremento nazionale di 1,4 milioni di nuovi posti di lavoro, è oscurata da una dinamica preoccupante: l’esodo, sempre più massiccio, di giovani talenti.
Il rapporto Svimez denuncia una perdita di 175.000 individui che abbandonano il Sud in cerca di opportunità al di fuori dei confini regionali.
Questa fuga di cervelli rappresenta una perdita di capitale umano inestimabile, compromettendo la sostenibilità della ripresa e alimentando un circolo vizioso di declino demografico ed economico.
L’aumento dell’occupazione dell’8% tra il 2021 e il 2024, sebbene incoraggiante, non può essere interpretato come una soluzione ai problemi strutturali che affliggono il Mezzogiorno.
Si tratta, più probabilmente, di un effetto congiunto di politiche di sostegno post-pandemia, di una ripresa (seppur parziale) di alcuni settori economici e di una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro, che ha permesso l’assunzione di giovani, spesso con contratti precari e a basso salario.

L’analisi Svimez evidenzia, quindi, la necessità di un approccio più strutturale e mirato.

Non basta creare posti di lavoro; è fondamentale garantirne la qualità, offrendo salari adeguati, percorsi di formazione professionale e opportunità di crescita.
È imperativo investire in settori ad alto valore aggiunto, come la ricerca, l’innovazione, le energie rinnovabili e il turismo sostenibile, per creare un’economia più resiliente e competitiva.
Parallelamente, è cruciale affrontare le cause profonde dell’emigrazione giovanile, che derivano da una combinazione di fattori, tra cui la mancanza di prospettive di carriera, la bassa qualità dei servizi pubblici, la burocrazia eccessiva e la percezione di una mancanza di opportunità.
È necessario promuovere un ambiente favorevole all’imprenditorialità, sostenere le piccole e medie imprese, ridurre il divario infrastrutturale tra il Sud e il resto del Paese e migliorare la governance locale.

In definitiva, il rapporto Svimez 2025 fornisce un’istantanea complessa e sfaccettata del Mezzogiorno, che richiede un’azione politica coordinata e lungimirante, capace di capitalizzare i segnali positivi e di mitigare i rischi derivanti dalla persistente fuga di talenti.
Il futuro del Sud Italia dipende dalla capacità di trasformare l’attuale crescita occupazionale in una prosperità duratura e inclusiva.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap