L’imminente incontro, programmato per il 29 dicembre, rappresenta un momento cruciale per una riflessione approfondita e un dialogo costruttivo tra la Regione Basilicata e i Comuni del distretto Lagonegrese-Pollino.
L’assessore regionale alla salute, Cosimo Latronico, ha voluto convocare questo tavolo di confronto, che vedrà coinvolti sindaci, il commissario dell’ASL, il nuovo direttore generale e i responsabili della sanità territoriale, per tracciare una fotografia aggiornata delle sfide che affliggono il sistema sanitario locale e per valutare l’efficacia delle strategie messe in atto.
L’obiettivo primario è superare la mera elencazione delle criticità, per approdare a una comprensione delle loro radici profonde e delle interconnessioni tra emergenza-urgenza, medicina territoriale e servizi dedicati alle fasce più vulnerabili della popolazione.
L’ASL, in particolare, è chiamata a fornire un resoconto dettagliato sull’implementazione delle misure previste dal Decreto Ministeriale 77/2022, un atto fondamentale che definisce i modelli e gli standard per l’assistenza sanitaria territoriale.
Questo decreto ha già innescato una serie di azioni concrete, tra cui la definizione dei sei distretti sanitari regionali, la stipula degli Accordi Integrativi Regionali per i professionisti sanitari (Medici di Medicina Generale, Pediatri e specialisti ambulatoriali) e la pubblicazione di bandi per l’assegnazione di risorse in aree geografiche carenti, sia per l’emergenza-urgenza che per la medicina penitenziaria.
L’implementazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali e delle Unità Complesse di Cure Primarie costituisce un ulteriore tassello di questa complessa riorganizzazione.
Tuttavia, l’assessore Latronico sottolinea con chiarezza che il successo di questa trasformazione profonda dipende dalla piena partecipazione di tutti gli attori coinvolti.
Non si tratta solo di un esercizio burocratico, ma di un processo collaborativo che richiede l’impegno congiunto della Regione, degli enti locali, delle strutture sanitarie, dei medici e, soprattutto, dei cittadini.
È necessario creare un sistema in grado di rispondere in modo efficace e personalizzato alle crescenti esigenze di cura della popolazione lucana, tenendo conto delle specificità territoriali e delle mutate condizioni demografiche ed epidemiologiche.
Il dialogo aperto e l’ascolto attivo sono, pertanto, strumenti imprescindibili per costruire un modello sanitario più equo, efficiente e sostenibile, capace di garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute.
La sfida è quella di passare da una visione frammentata a un approccio integrato, in cui la prevenzione, la diagnosi precoce, il trattamento e l’assistenza continuativa si integrano in un percorso di cura centrato sulla persona.

