Tharros: Tempo Sovrapposto – Un Viaggio nell’Antica Civiltà

Tharros: Echi di un Tempo Sovrapposto – Un Viaggio tra Archeologia, Memoria e ComunitàLa Fondazione Mont’e Prama, in collaborazione con il Museo Diocesano Arborense di Oristano, offre un’immersione inedita nel cuore di una delle più significative civiltà del Mediterraneo antico con la mostra “Tharros.
Time Upon Time”.
Più di una semplice esposizione, si tratta di un progetto espositivo ambizioso che intreccia reperti archeologici, immagini d’epoca, ricostruzioni multimediali e documenti storici per svelare la complessa evoluzione di Tharros, dalla sua fondazione nuragica fino alla tarda antichità.

La mostra, sostenuta dalla Regione Sardegna nell’ambito del più ampio progetto Mont’e Prama, non si limita a presentare la cronologia di un sito archeologico.

Si propone di ricostruire la vita pulsante di una città, sondandone le trasformazioni urbane, i rituali religiosi, le dinamiche sociali, e le reti commerciali che la legavano ad altre culture del bacino mediterraneo – dai Fenici ai Cartaginesi, dai Romani ai Bizantini.

Parallelamente, il percorso espositivo offre uno sguardo privilegiato sul lavoro incessante di generazioni di archeologi, storici e istituzioni che, a partire dal XIX secolo, hanno dedicato la loro competenza e passione a studiare, documentare e interpretare Tharros, contribuendo a ricostruirne la storia e a comprendere l’evoluzione delle metodologie archeologiche in Sardegna.

La mostra diventa così un affresco della storia dell’archeologia sarda, rivelando il progresso delle tecniche di indagine e l’evoluzione delle teorie interpretative.

L’Arcivescovo di Oristano, Roberto Carboni, sottolinea con acume come ogni città sia il frutto di un sogno originario, continuamente arricchito e trasformato dalle successive generazioni.

Gli oggetti di uso quotidiano, le opere d’arte, le architetture, diventano così depositi di storie, desideri, paure e aspirazioni, cristallizzati nel tempo.

Questa visione riflette il significato profondo della mostra, che invita a considerare Tharros non come un monumento del passato, ma come un organismo vivente, la cui memoria continua a risuonare nel presente.

Il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, evidenzia l’importanza della collaborazione tra istituzioni, territorio e comunità.

La condivisione delle conoscenze, generate dalla ricerca archeologica, si rivela un potente motore di legami e di sviluppo culturale.
Il segretario generale Alessandro Girei enfatizza l’impegno a lungo termine della Fondazione Mont’e Prama, che investe in ricerca, allestimenti e servizi al pubblico, con una visione strategica volta a valorizzare il patrimonio del Sinis.
Il titolo “Time Upon Time” – “Tempo Sovrapposto” – riflette il concetto di un tempo non lineare, ma stratificato, in cui le epoche si sovrappongono e si influenzano reciprocamente.
La mostra vuole invitare il visitatore a contemplare la città non come un oggetto statico, ma come un luogo dinamico, che continua a parlare al presente.

Luca Cheri, direttore scientifico della Fondazione e curatore della mostra, esorta a considerare Tharros come un luogo da “rivivere”, un’entità che si riafferma continuamente nella nostra immaginazione e nelle nostre pratiche di studio.

La direttrice del Museo Diocesano Arborense, Silvia Oppo, sottolinea come il museo stesso sia un luogo di dialogo tra arte, storia e comunità.

Ospitare “Tharros.
Time Upon Time” significa tessere il filo conduttore tra la storia della città antica e la storia della città contemporanea, mettendo in relazione il patrimonio diocesano con i prestiti provenienti da altre istituzioni, offrendo al pubblico un percorso che coniuga rigore scientifico, cura delle collezioni e attenzione al visitatore.

Il percorso espositivo si articola in due sezioni principali: “Tharros fra storia e archeologia”, che introduce il contesto storico e le principali scoperte archeologiche, e “Tharros.

La città vecchia”, che permette di approfondire la vita quotidiana, le attività economiche e i riti religiosi che animavano la città.

Una timeline interattiva, che attraversa oltre venti secoli di storia, funge da filo conduttore, permettendo al visitatore di orientarsi nel tempo e di cogliere le connessioni tra le diverse fasi della storia di Tharros.

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