Il corteo studentesco che ha attraversato Torino ha rappresentato una vibrante espressione di dissenso e di attivismo giovanile, coinvolgendo un numero stimato di circa 1.300 partecipanti.
L’azione simbolica di bruciare cartelli propagandistici pro-guerra, perpetrata di fronte alla sede territoriale del Ministero dell’Istruzione in corso Vittorio Emanuele II, ha configurato un atto di forte contestazione nei confronti delle politiche belliche e delle dinamiche geopolitiche attuali.
Parallelamente, l’atto vandalico di apporre scritte minacciose a danno della Presidente del Consiglio, verificatosi nei pressi delle Ogr (Officine Grandi Riparazioni), ha sollevato interrogativi sulla linea di demarcazione tra protesta legittima e azioni che configurano reati perseguibili dalla legge, generando un dibattito sulla natura e i limiti dell’espressione del dissenso.
Il corteo, un mosaico di sensibilità e istanze, ha visto la partecipazione di collettivi studenteschi provenienti da diverse aree tematiche.
In particolare, una marcata presenza è stata garantita dai Fridays for Future, movimento globale impegnato nella lotta per la tutela del clima e della biodiversità, e dai collettivi studenteschi delle scuole superiori, portatori di rivendicazioni relative al diritto allo studio, alla qualità dell’istruzione e alla giustizia sociale.
La decisione di articolare il corteo in due spezzoni, ognuno con un percorso distinto, suggerisce una volontà di massimizzare l’impatto della protesta e di raggiungere diverse aree della città.
Questa scelta tattica potrebbe anche riflettere la diversità di obiettivi e strategie tra i vari gruppi partecipanti, pur mantenendo un’unità di intenti nella contestazione del sistema politico e sociale.
Oltre alla diretta critica alle politiche di guerra e alle figure istituzionali, il corteo ha rappresentato un’occasione per i giovani di esprimere preoccupazioni più ampie riguardanti il futuro del pianeta, l’equità sociale e la democratizzazione dei processi decisionali.
L’evento ha quindi incarnato un momento di aggregazione e di mobilitazione, testimoniando l’importanza del ruolo attivo dei giovani nella definizione del futuro della società.
La partecipazione di collettivi ambientalisti ha sottolineato l’interconnessione tra le diverse sfide globali, dalla crisi climatica alla guerra, evidenziando la necessità di un approccio olistico e integrato per affrontare le problematiche del nostro tempo.
Il corteo non è stato quindi semplicemente una manifestazione, ma un atto di cittadinanza attiva e di impegno civico.








