Tragico incidente all’Ilva: indagine per omicidio colposo

La comunità tarantina è scossa dalla tragica scomparsa di Claudio Salamida, 46 anni, un lavoratore originario di Alberobello e residente a Putignano, deceduto a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto all’interno del complesso industriale di Acciaierie d’Italia, ex Ilva.
La Procura della Repubblica di Taranto ha aperto un’inchiesta che coinvolge diciassette persone, indagate con l’ipotesi di omicidio colposo in concorso, un atto che riflette la gravità delle responsabilità potenzialmente in gioco e la necessità di un’indagine approfondita e multidisciplinare.
L’incidente, verificatosi nell’area del convertitore 3, ha visto il lavoratore precipitare da un’altezza considerevole, circa sette metri, ponendo immediatamente in luce aspetti critici legati alla sicurezza degli ambienti di lavoro e alla gestione dei rischi.
La dinamica, ancora in fase di ricostruzione, fa emergere l’impiego di pedane in legno su un camminamento, le quali avrebbero ceduto per cause da accertare, sollevando interrogativi sulla loro adeguatezza strutturale, la corretta posa in opera e la supervisione delle attività in corso.

L’elenco degli indagati, che include figure apicali quali un capo area, un capo reparto, diversi capi turno, responsabili della manutenzione meccanica, capi squadra addetti alla manutenzione e un preposto di una ditta esterna, sottolinea come la responsabilità in un evento del genere possa estendersi a molteplici livelli gerarchici e funzionali.

L’inchiesta mira a delineare con precisione le responsabilità di ciascuno, esaminando non solo le azioni dirette, ma anche i processi decisionali che hanno portato a quelle condizioni di lavoro.

Si tratta di ricostruire il sistema di controlli, la formazione del personale, la verifica delle procedure operative standard (POS) e la cultura della sicurezza all’interno dell’azienda.
Il Pubblico Ministero Mariano Buccoliero ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile (ATNR), affidato alla medico legale Liliana Innamorato.

Questo atto formale è cruciale per ottenere una valutazione scientifica e indipendente delle cause della morte, escludendo o confermando elementi di responsabilità oggettiva o colposa.

L’ATNR non si limita all’autopsia, ma implica l’analisi di tutti i documenti e i materiali rilevanti per la ricostruzione dell’evento, inclusi i rapporti di sicurezza, i verbali delle riunioni, le certificazioni delle attrezzature e le testimonianze dei presenti.
La dolorosa vicenda ha colpito da vicino la famiglia di Salamida: la moglie, il figlio minore, il fratello e i genitori, riconosciuti come persone offese e che hanno diritto a una verità piena e a un adeguato risarcimento.

L’inchiesta si propone di fare luce su un evento che rappresenta una profonda ferita per l’intera comunità, evidenziando la necessità di una riflessione collettiva sui rischi del lavoro, sulla prevenzione degli incidenti e sulla tutela della dignità umana.

L’accusa, per poter dimostrare la responsabilità penale, dovrà superare l’onere della prova al di là di ogni ragionevole dubbio, tenendo conto del complesso contesto industriale e delle possibili cause concorrenti dell’evento.

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