Un’operazione di portata eccezionale, denominata “Nirvana”, ha visto i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trapani portare a compimento un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tredici individui, con un’impatto significativo sul tessuto criminale locale.
L’azione, frutto di un’indagine complessa durata oltre un anno (da marzo 2022 a luglio 2023), ha svelato un intricato sistema di illeciti che si ramificava in diverse aree, dalla frode patrimoniale alla corruzione, dal traffico di stupefacenti alla manipolazione di atti pubblici.
Il provvedimento restrittivo, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari, include nove carcerazioni, tre arresti domiciliari e un’interdizione dai pubblici uffici, riflettendo la gravità e la varietà delle accuse mosse agli indagati.
Queste includono, tra le altre, trasferimento fraudolento di beni, evasione fiscale, ricettazione, impiego di risorse illecite, violazione delle normative antidroga, falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali e privati in documenti ufficiali, corruzione, favoreggiamento, peculato e occupazione abusiva di terreni ed edifici.
Le indagini hanno fatto luce su un sistema volto a eludere le misure di prevenzione patrimoniale, evidenziando come gli indagati abbiano ripetutamente violato, ben 39 volte, le restrizioni degli arresti domiciliari di uno di loro.
Un aspetto particolarmente allarmante è la scoperta di attività di spaccio all’interno del carcere di Trapani, che solleva interrogativi sulla sicurezza e l’efficacia del sistema penitenziario.
Particolarmente inquietante è anche l’accusa di aver agevolato, attraverso la complicità di un dipendente dell’IACP, la sanatoria di un’occupazione abusiva di un alloggio popolare, destinato a due coniugi strettamente legati al principale indagine.
L’inchiesta ha inoltre portato alla luce un episodio di peculato che coinvolge un appartenente alla Polizia Locale di un comune della provincia.
Quest’ultimo, presumibilmente, avrebbe utilizzato l’auto di servizio per recarsi presso l’abitazione del principale indagato, all’epoca agli arresti domiciliari, con l’obiettivo di consegnare materiale propagandistico relativo alla moglie di quest’ultimo, candidata a consigliere comunale.
Questo gesto, oltre a configurare un abuso di potere, evidenzia una compromissione dei doveri istituzionali.
L’esecuzione dell’ordinanza ha portato al sequestro di due lussuose autovetture: un’Alfa Romeo 4C, stimata in circa 140.000 euro, e una Ferrari F430, valutata in circa 160.000 euro.
Questi beni, presumibilmente acquisiti con proventi illeciti, rappresentano un importante elemento nella ricostruzione del quadro finanziario dell’organizzazione criminale.
L’operazione “Nirvana” testimonia l’impegno costante delle forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata e nella tutela della legalità, rivelando una rete di relazioni e comportamenti devianti che necessitano di un approfondito esame per salvaguardare la sicurezza e l’integrità della comunità.







