Una spirale di incertezze e disagi avvolge il trasporto pubblico locale in Molise, con conseguenze dirette e pesanti sulla vita dei lavoratori e sulla qualità del servizio offerto alla collettività.
Le segreterie regionali di CGIL, CISL e FAISA-CISAL, con una nota congiunta, sollevano l’ennesima e grave criticità: il mancato pagamento puntuale degli stipendi, previsto per il 12 gennaio, ha lasciato molti dipendenti in una situazione di precarietà economica.
Le società coinvolte, ATM, SATI e GTM, si trovano al centro delle accuse per una gestione finanziaria approssimativa e irresponsabile.
Questo episodio non è un evento isolato, bensì il sintomo di un sistema più ampio e strutturale, profondamente malato.
I sindacati denunciano l’esistenza di un modello di gestione del trasporto pubblico caratterizzato da una fragilità economica cronica delle aziende erogatrici.
Queste, operanti da decenni in un regime di proroghe e affidamenti di fatto, godono di una stabilità apparente che contrasta con la loro reale incapacità di garantire un servizio efficiente e, soprattutto, di adempiere agli obblighi finanziari nei confronti del personale.
La mancanza di una reale competizione, unita all’assenza di controlli rigorosi e di sanzioni efficaci, ha creato un ambiente in cui le aziende possono operare senza assumersi il rischio d’impresa che è connaturato a qualsiasi attività economica.
Esse incassano ingenti risorse pubbliche, destinate a finanziare il servizio e a garantire la retribuzione dei lavoratori, ma solo in un secondo momento provvedere al pagamento degli stipendi, trasformando così un diritto fondamentale in una variabile dipendente dalle decisioni altrui.
Questo comportamento, che viola apertamente gli accordi contrattuali e le leggi, configura una gestione irresponsabile e inaccettabile.
La situazione è resa ancora più grave dal fatto che i lavoratori e gli utenti del trasporto pubblico molisano si ritrovano a pagare il prezzo di questa gestione inefficiente, subendo disagi e incertezze che minano la loro qualità della vita.
Il continuo ritardo nei pagamenti degli stipendi, l’instabilità del servizio, la mancanza di prospettive di miglioramento sono elementi che contribuiscono a creare un clima di frustrazione e di insoddisfazione.
Di fronte a questa situazione inaccettabile, i sindacati hanno proclamato uno sciopero per il 16 gennaio, una misura di protesta volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni preposte, al fine di sollecitare un intervento urgente e risolutivo.
È necessario un cambio di paradigma radicale, che preveda una revisione completa del modello di gestione del trasporto pubblico, con l’introduzione di meccanismi di controllo più stringenti, l’incentivazione della concorrenza, e soprattutto, la tutela dei diritti dei lavoratori e la garanzia di un servizio efficiente e sostenibile per l’intera comunità molisana.
La crisi del trasporto pubblico non è solo un problema economico, ma anche un problema sociale, che richiede un impegno corale e una visione politica lungimirante.








