La persistente, profonda cesura tra l’evoluzione del quadro normativo – dal Codice Rosso all’adozione della Convenzione di Istanbul – e la realtà concreta vissuta da donne e ragazze in Italia, rivela una frattura inquietante.
Nonostante i progressi legislativi, la violenza di genere continua a insidiarsi in ogni angolo della società, alimentata da stereotipi radicati, disparità di potere che si perpetrano di generazione in generazione, e da una cultura maschile ancora intrisa di logiche di possesso e controllo.
L’inefficienza delle risposte istituzionali, spesso frammentate e carenti di coordinamento, aggrava ulteriormente la situazione, condannando le vittime a un ulteriore trauma: la vittimizzazione secondaria.
Aldo Policastro, Procuratore Generale di Napoli, sottolinea come la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne non possa essere celebrata con semplici proclami, ma con un’analisi lucida e spietata dei fallimenti che ancora affliggono il nostro sistema.
Il contrasto alla violenza di genere non è una questione marginale, ma una sfida cruciale per la costruzione di una società giusta e inclusiva.
Le iniziative programmate a Napoli, come l’evento promosso da ACER Campania incentrato sul ruolo della Pubblica Amministrazione nella promozione di una cultura del rispetto e della parità, testimoniano un impegno concreto a questo fronte.
Particolarmente significativa è la lettura teatralizzata realizzata dalle allieve del CPIA Napoli presso l’Istituto Penitenziario Secondigliano.
Questo incontro, che vede protagoniste donne che vivono in un contesto di marginalità e vulnerabilità, rappresenta un’opportunità unica per favorire la riflessione, la sensibilizzazione e l’emersione di voci spesso silenziate.
Il teatro, in questo contesto, si configura come uno strumento potente per decostruire stereotipi e promuovere un cambiamento culturale profondo, anche all’interno delle strutture carcerarie.
I dati statistici, come evidenziato dal Procuratore, dipingono un quadro allarmante: l’aggressione reiterata da parte di partner o ex partner costituisce una costante, una spirale di violenza che erode la dignità e la sicurezza delle donne.
L’ostacolo principale rimane la persistenza di condizionamenti culturali che alimentano la paura, l’imbarazzo e la vergogna, spingendo le vittime a rimanere in silenzio.
Policastro, con chiarezza, pone l’accento su una prospettiva imprescindibile: per comprendere appieno la violenza contro le donne, è necessario analizzarla attraverso le lenti di genere, riconoscendo le dinamiche di potere asimmetriche che la sottendono e decostruendo i ruoli e le aspettative sociali che contribuiscono a legittimarla.
Solo così sarà possibile costruire interventi efficaci, mirati a proteggere le vittime, a responsabilizzare i colpevoli e a promuovere una cultura del rispetto e della parità che permei ogni aspetto della vita sociale.
Il cambiamento richiede un impegno costante, un’analisi critica e un investimento continuo in educazione e sensibilizzazione.

