La tenuta del tessuto sociale italiano si giova imprescindibilmente dalla capacità delle istituzioni di recepire e dare riscontro alle istanze provenienti dal mondo del lavoro e dalla popolazione pensionata.
La questione salariale, unitamente alla salvaguardia di un sistema previdenziale equo e sostenibile, non costituisce un mero dettaglio contingente, bensì un imperativo costituzionale, un fondamento imprescindibile di una società fondata su principi di giustizia e solidarietà.
In un’epoca caratterizzata da fragilità economica globale e da crescenti disuguaglianze, le politiche pubbliche devono orientarsi verso un rafforzamento del welfare state, non come un onere, ma come un investimento strategico per la coesione nazionale.
La commissione politica di Vda Aperta, esprimendo pieno appoggio alla mobilitazione sindacale indetta dalla Cgil, sottolinea una preoccupazione particolarmente sentita: il futuro delle nuove generazioni.
Le scelte programmatiche attuali, che sembrano privilegiare una riduzione dell’istruzione a favore di un’esposizione a dinamiche conflittuali, rappresentano una prospettiva pericolosa che necessita di una ferma opposizione.
Questa preoccupazione si intensifica alla luce di un clima di crescente limitazione della libertà di espressione, un tentativo di soffocare le voci che promuovono la pace e il dialogo.
Si auspica un rinnovato spirito di collaborazione tra le forze politiche e sindacali, traducibile nella ricostituzione di un movimento unitario e autonomo nei luoghi di lavoro.
Questa unità non deve limitarsi alla difesa dei diritti contrattuali, ma deve estendersi a una chiara e coerente presa di posizione a favore della pace, condannando senza ambiguità ogni forma di violenza e il tragico genocidio che sta affliggendo il popolo palestinese.
Un impegno concreto in questa direzione implica un pressante invito alle istituzioni nazionali e internazionali affinché si attivino per promuovere soluzioni diplomatiche, privilegiando il dialogo interculturale come strumento fondamentale per la risoluzione delle controversie e per la costruzione di un futuro di prosperità e sicurezza per tutti.
La promozione di una cultura della pace e del rispetto reciproco si configura come un dovere morale ed una necessità strategica per la sopravvivenza stessa della civiltà umana.

