Willy, il dolore di una madre, un appello al rispetto.

L’eco di una perdita, il riflesso di una ferita mai rimarginata.

Ogni notizia di violenza giovanile, ogni vita spezzata da un atto di barbarie con armi da taglio, riapre nel cuore di Lucia Monteiro Duarte, madre di Willy, il baratro scavato dalla perdita del suo amato figlio.

Willy, strappato alla vita a Colleferro per un atto di violenza gratuita, un’ingiustizia che ha lasciato un segno indelebile nella comunità e nel cuore della sua famiglia.

La sua testimonianza, carica di dolore ma illuminata dalla speranza, risuona potente nell’Aula Magna dell’Università degli Studi Internazionali di Roma – Unint, un luogo che ha voluto dedicare a Willy un momento di riflessione e di impegno.

La Giornata del Rispetto, istituita dal Parlamento in memoria di Willy, si celebra domani, il giorno del suo compleanno, un’occasione per rinnovare l’impegno per la cultura della non-violenza e per la promozione di valori come l’empatia, il dialogo e l’accettazione della diversità.
Durante l’incontro, le parole della Rettrice Mariagrazia Russo e del Presidente Fabio Bisogni hanno sottolineato come la cultura del rispetto sia il vero antidoto alla violenza, un’educazione che promuove la comprensione dell’altro e la valorizzazione delle differenze.

La proiezione del film “40 secondi”, un documentario toccante sulla vicenda di Willy, ha offerto agli studenti un’occasione per confrontarsi con la realtà della violenza giovanile, con il regista e gli attori disponibili a rispondere alle loro domande.
L’Unint ha voluto concretizzare il suo impegno attraverso l’istituzione di una borsa di studio per studenti capoverdiani, un gesto di speranza e di sostegno che permette a giovani promesse di realizzare i sogni che a Willy sono stati negati.
L’incontro con le vincitrici, una delle quali collegata direttamente da Capo Verde, ha commosso Lucia Monteiro Duarte, che ha visto in questo gesto una continuazione del sogno del figlio, che aspirava a diventare un grande chef.
Con un’umanità disarmante, Lucia Monteiro Duarte ha rivolto un messaggio ai genitori della vittima dell’omicidio a La Spezia: “Li capisco, il loro dolore è lo stesso che ho vissuto io”.
Ha espresso ammirazione per la forza di quei genitori che riescono a trasformare il dolore in impegno civile, e ha offerto loro un conforto universale: “Continuate a credere che il vostro figlio continua a vivere dentro di voi”.

Riguardo ai suoi aguzzini, i fratelli Bianchi, Lucia Monteiro Duarte ha espresso un desiderio di pentimento, sottolineando come la consapevolezza del male commesso sia la chiave per una vera redenzione.
Piuttosto che l’odio, ha manifestato la speranza che quei giovani possano intraprendere un percorso di riflessione e di cambiamento, abbracciando i valori del rispetto e della convivenza pacifica.

La sua testimonianza è un appello all’umanità, un invito a credere nella possibilità di costruire un futuro migliore, libero dalla violenza e dall’odio, un futuro in cui ogni giovane possa realizzare il proprio potenziale e vivere una vita piena di significato.

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