L’ampliamento del perimetro della Zona Economica Speciale unica, attualmente operativa in Umbria e Marche, rappresenta un atto politico e strategico volto a catalizzare investimenti e promuovere uno sviluppo economico mirato nelle aree in transizione.
Questa visione è stata espressa dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luigi Sbarra, durante il convegno “Zes Unica e Competitività Territoriale: Scenari per l’Umbria”, organizzato da Confindustria Umbria, evidenziando l’impegno governativo verso il Sud Italia.
Il fulcro dell’iniziativa risiede nella semplificazione burocratica, incarnata dal “procedimento unico” e dall’ “autorizzazione unica”, immediatamente accessibili a tutti gli operatori.
Questo approccio mira a ridurre drasticamente i tempi di avvio di nuove attività e progetti, elemento cruciale per attrarre investimenti esteri e nazionali.
A ciò si aggiungono vantaggi fiscali concreti, erogati direttamente attraverso il credito d’imposta gestito dall’Agenzia delle Entrate, un incentivo diretto a stimolare l’attività produttiva.
La Legge di Bilancio per il 2026 è concepita come un propulsore ulteriore per la Zes unica, con un potenziamento delle risorse finanziarie destinate, una programmazione pluriennale stabile e l’ottimizzazione delle procedure amministrative.
L’obiettivo ambizioso è creare un ecosistema favorevole agli investimenti, garantendo prevedibilità e certezza nei tempi di risposta, con l’intento di sostenere la vitalità e la competitività delle imprese, non sostituendo il loro ruolo, bensì rafforzandolo.
Si tratta di un modello di sviluppo che aspira a coniugare l’efficienza amministrativa con la flessibilità necessaria per rispondere alle esigenze specifiche del tessuto produttivo locale.
Durante il convegno, il Presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani, ha sottolineato l’importanza di un’azione concertata, mentre l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico, Francesco De Rebotti, ha espresso la gratitudine della Regione per questa opportunità strategica.
Tuttavia, è emersa con forza la questione dell’estensione dei benefici fiscali a tutti i comuni umbri, attualmente limitati a un bacino di 37 su 92.
Tale limitazione, sebbene comprensibile in una fase di avvio, rischia di creare disparità e penalizzare intere aree del territorio.
L’Assessore De Rebotti ha invitato a un approccio sereno e responsabile, auspicando un impegno condiviso tra le Regioni e una co-progettazione volta a superare questo vincolo.
Il Presidente Urbani ha confermato l’azione della Regione presso il Governo per favorire una revisione di questa limitazione.
In attesa di un’eventuale rimodulazione a livello nazionale, è stata proposta l’implementazione di una misura regionale temporanea, un “ponte” finanziario che utilizzi i fondi derivanti dalla nuova riprogrammazione per sostenere le aziende attualmente escluse dai benefici fiscali, garantendo una continuità di supporto e prevenendo un rallentamento delle attività.
Questa soluzione intermedia si configura come un gesto di responsabilità e un impegno concreto a mitigare gli effetti negativi di una situazione transitoria.

