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Finanza

Banco Bpm, portavoce conferma: "No partecipazione ad assemblea Mps, ragioni di opportunità"

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Banco Bpm, portavoce conferma: "No partecipazione ad assemblea Mps, ragioni di opportunità"

Un portavoce di Banco Bpm conferma all'Adnkronos che "il consiglio di amministrazione della Banca ha preso atto dei vincoli legali connessi alla posizione di socio di Mps e al relativo conflitto di interesse ritenendo quindi opportuno non partecipare all’Assemblea di Mps del 29 ottobre". A quanto apprende l'AdnKronos da fonti finanziarie, la decisione del cda del Banco Bpm è stata presa all'unanimità. 

"Non presentarsi (assenza) favorisce di più, tecnicamente, la bocciatura delle Ops", commenta all'Adnkronos Antonio Tognoli, responsabile della macroanalisi di Cfo Sim. "La quota di Banco Bpm (3,7% circa di Mps) non entra nel quorum dei presenti. Il denominatore (capitale presente) si riduce, quindi la percentuale dei 'no' già dichiarati (Delfin + Caltagirone + Norges + altri) pesa di più sui votanti. Se i contrari superano 1/3 dei presenti, le delibere falliscono più facilmente. È l’effetto classico di 'assenza strategica' che concentra il peso dei votanti ostili", sottolinea. 

"Presentarsi e astenersi è diverso", dice ancora Tognoli. "L’astensione conta di solito come non-voto (non concorre ai sì), ma la quota resta nel capitale presente. Il denominatore è più alto, quindi serve una percentuale di 'no' più elevata per raggiungere la soglia di blocco (>1/3 dei presenti). È meno efficace tecnicamente rispetto all’assenza per favorire la bocciatura, anche se comunque non aiuta i 'sì'", prosegue. 

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"Per le delibere straordinarie (Ops su Banco Bpm e Banca Generali, fusione Mediobanca, ecc.) serve la maggioranza dei due terzi del capitale presente e votante in assemblea (non del capitale totale). Quindi basta un po’ più di 1/3 dei voti presenti per bloccare", conclude. 

Fonte: Adnkronos
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