Bagnoli del Trigno: un presepe, un borgo, una speranza.

Nel cuore del Molise, a Bagnoli del Trigno, un paese aggrappato alla roccia come un segreto custodito, il Natale si rivela un atto di speranza e resilienza.
Lungi dall’essere una semplice manifestazione religiosa, il presepe monumentale allestito nel suggestivo monastero dell’Annunziata è un’opera corale che incarna un profondo impegno sociale: la rinascita di una comunità.
Questo imponente presepe, esteso su ben 300 metri quadrati, non è solo una rappresentazione del racconto biblico, ma un affresco fedele alla memoria collettiva del paese.

È il frutto di un’iniziativa corale che vede coinvolti volontari di ogni età, un ponte generazionale che attraversa decenni di storia e di trasformazioni.

Dalla saggezza di Carmine, un artigiano ottantaseienne che affina da anni le sue abilità, all’entusiasmo contagioso di un bambino di otto anni, ogni membro del gruppo contribuisce a tessere un racconto di fede, di tradizione e di speranza.
Il presepe non si limita a riprodurre scene religiose; esso attinge alla ricchezza del patrimonio immateriale di Bagnoli del Trigno, restituendo alla luce antichi mestieri, usanze dimenticate e storie sussurrate.
Gli anziani, custodi preziosi di un sapere popolare che rischiava l’oblio, condividono i loro ricordi, le loro esperienze, i loro aneddoti, arricchendo il presepe di dettagli autentici e significativi.

Questi racconti vengono poi reinterpretati e tradotti in forme artistiche, dando vita a un’opera che parla al cuore e alla mente di chi la osserva.

L’iniziativa si configura come un vero e proprio antidoto alla spopolazione che affligge il paese.
Bagnoli del Trigno, come molti altri borghi montani, ha subito negli anni un progressivo declino demografico, con una conseguente perdita di identità e di vitalità.
Il presepe, tuttavia, si rivela un potente catalizzatore di sviluppo locale, attirando visitatori da tutta Italia e dall’estero, generando nuove opportunità di lavoro e contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Il convento dell’Annunziata, con la sua imponente campana che risuona nell’aria, non ospita solo il presepe, ma anche un museo delle tradizioni popolari, un vero e proprio scrigno di memoria che conserva testimonianze tangibili del passato: antiche culle, attrezzi agricoli ormai fuori uso, un albero di Natale ornato con i frutti della terra.

La presenza di elementi originali, come le statue napoletane del XIX secolo e la tenera capretta tibetana, Peppinella, aggiungono fascino e autenticità all’esperienza di visita.
Il presepe, accessibile quasi tutto l’anno, rappresenta un invito a riscoprire la bellezza delle piccole cose, il valore della tradizione e la forza di una comunità che non si arrende al destino, ma guarda al futuro con speranza e determinazione.

La sua manutenzione e il suo continuo rinnovamento sono un simbolo di questa volontà di perpetuare un patrimonio culturale e umano di inestimabile valore.

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