Bari: Istituzioni Insieme, un modello di inclusione sociale e lavoro.

Un’iniziativa pionieristica, denominata “Istituzioni insieme”, segna un punto di svolta nel panorama dell’integrazione sociale e lavorativa a Bari, consolidando un modello di collaborazione tra enti pubblici e persone fragili.
La convenzione, siglata tra il sindaco Vito Leccese e il procuratore generale Leonardo Leone de Castris, prevede l’impiego di cittadini baresi beneficiari di misure di sostegno economico e formativo, come l’assegno di inclusione, in attività cruciali per il funzionamento della Procura della Repubblica, specificamente nell’archiviazione e movimentazione di fascicoli giudiziari.
Questo progetto si inserisce in una strategia più ampia, già ampiamente sviluppata dall’amministrazione barese, che ha visto la realizzazione di 83 Progetti di Utilità Collettiva (PUC) di restituzione sociale, coinvolgendo complessivamente circa 1.300 cittadini.
Questi PUC, concepiti come un ponte tra reinserimento sociale e contributo alla comunità, hanno esteso la loro presenza a diverse istituzioni giudiziarie, inclusi il Tribunale, la Corte d’Appello, l’Ufficio di Esecuzione Penale, il Giudice di Pace, il Tribunale dei Minorenni e il Tribunale di Sorveglianza, dimostrando una volontà di collaborazione trasversale e capillare.
Il sindaco Leccese ha sottolineato come Bari si distingua a livello nazionale per l’impegno nella promozione di progetti di questo tipo, ribadendo una visione che pone al centro l’infrastruttura sociale come elemento fondamentale per la crescita e la coesione urbana.

L’infrastruttura sociale, a suo avviso, supera di gran lunga l’importanza delle opere tangibili, poiché essa alimenta il senso di comunità e offre a ogni cittadino l’opportunità di contribuire attivamente alla vita della città.

Il progetto “Istituzioni insieme” rappresenta, in questo senso, un investimento nel capitale umano, riconoscendo il potenziale di persone che, pur trovandosi in condizioni di vulnerabilità, possono offrire un contributo prezioso.

Il procuratore generale Leone de Castris ha, a sua volta, definito l’iniziativa una vittoria per l’amministrazione, evidenziando come questa permetta di integrare lavorativamente e socialmente persone che ne hanno strettamente bisogno.

In un contesto di riforme giudiziarie spesso caratterizzato da incertezza e approssimazioni, il reclutamento di risorse umane, anche attraverso percorsi di inclusione sociale, si rivela essenziale per garantire la continuità e l’efficienza del servizio di giustizia, restituendo dignità e opportunità a individui che altrimenti si troverebbero marginalizzati.

La sinergia tra istituzioni e cittadini vulnerabili non è quindi solo un atto di giustizia sociale, ma un elemento strategico per il rafforzamento del sistema giudiziario e per la costruzione di una comunità più equa e inclusiva.

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