La giornata di mobilitazione indetta dalla CGIL ha generato un complesso scenario di disagi per la mobilità pendolare nella città di Bari, rivelando le fragilità di un sistema di trasporto multiforme e frammentato.
Contrariamente all’apparente tranquillità proiettata dal tabellone orari di Trenitalia presso la stazione Centrale, che suggeriva una regolare circolazione dei treni a lunga percorrenza, la realtà per i pendolari regionali si è rivelata ben più critica.
L’adesione allo sciopero, significativamente elevata, ha colpito duramente le ferrovie in concessione, evidenziando una problematica strutturale: la coesistenza di infrastrutture e servizi gestiti da diverse aziende, con protocolli e sensibilità differenti.
Ferrotranviaria, in particolare, ha sospeso quasi interamente il servizio ferroviario e di autobus, lasciando a casa un numero considerevole di utenti.
La situazione delle Appulo Lucane, pur meno drammatica, non è meno problematica: oltre la metà dei treni e degli autobus sono stati bloccati, compromettendo i collegamenti tra la città e le aree limitrofe.
Questo scenario di disagi non è semplicemente una conseguenza dello sciopero in sé, ma riflette una più ampia questione: la difficoltà di garantire la continuità del servizio in presenza di una pluralità di operatori, ognuno con le proprie prerogative e i propri obblighi contrattuali.
La mancanza di un coordinamento centralizzato e di piani di emergenza condivisi aggrava la situazione, lasciando i pendolari in balia di una rete di servizi parzialmente interconnessi ma spesso scollegati.
L’apparente regolarità dei treni a lunga percorrenza, contrastante con la paralisi del trasporto regionale, suggerisce una gestione prioritaria di alcune linee a scapito di altre, sollevando interrogativi sull’equità nella distribuzione dei servizi e sulla necessità di una pianificazione strategica più olistica.
La giornata di mobilitazione, pertanto, si configura non solo come un evento contingente, ma come un campanello d’allarme che sollecita una revisione profonda del sistema di trasporto regionale, con l’obiettivo di migliorare la resilienza, l’efficienza e l’equità nell’erogazione dei servizi, a beneficio di tutti i cittadini.
La necessità di un dialogo costruttivo tra le parti sociali, le amministrazioni pubbliche e gli operatori del settore appare imperativa per affrontare le criticità emerse e garantire una mobilità più fluida e affidabile nel futuro.







