La tragedia che ha colpito la periferia di Bari, spegnendo le giovani vite di Andrea Liddi, 18 anni, e Davide Capuozzo, 17 anni, solleva interrogativi profondi e dolorosi.
L’incidente, avvenuto lungo la complanare della Statale 100, in prossimità del nuovo polo agroalimentare, una via di accesso normalmente interdetta al transito veicolare, getta un’ombra di sospetto sulla dinamica e sulle responsabilità che hanno condotto a questa perdita irreparabile.
Le prime indagini, condotte dagli agenti della Polizia Locale, suggeriscono una possibile correlazione tra la velocità eccessiva e la perdita di controllo del motociclo, guidato da Andrea Liddi.
Il giovane, proprietario del mezzo, avrebbe sbandato, purtroppo involontariamente, raggiungendo un diciottenne pedonale, Davide Capuozzo, che si trovava a bordo strada, in circostanze ancora da chiarire, forse inginocchiato in prossimità di un’area vegetale.
Un terzo giovane, presente come passeggero sulla moto, ha riportato ferite e si trova attualmente in cura.
La Procura della Repubblica di Bari, guidata dalla sostituto procuratore Savina Toscani, ha immediatamente aperto un fascicolo d’indagine per omicidio stradale, in attesa di ricostruire con precisione l’intera sequenza degli eventi.
Al fine di accertare le cause precise del decesso, è stata disposta l’autopsia sui corpi delle vittime, affidata alla medico legale Sara Sablone del Policlinico locale.
L’esame autoptico sarà cruciale per stabilire i parametri vitali al momento dell’impatto e per escludere o confermare la velocità come fattore determinante nella dinamica dell’incidente.
Le indagini si concentrano ora sulla ricostruzione dettagliata del percorso seguito dal motociclo e sull’analisi delle condizioni ambientali e del manto stradale nel momento dell’incidente.
Un elemento significativo è rappresentato dalle recenti segnalazioni che denunciano l’uso improprio di questa complanare da parte di giovani alla ricerca di spazi adatti a prove di velocità non autorizzate.
Sebbene al momento non vi siano elementi che suggeriscano un appuntamento per una gara specifica, l’ipotesi di una competizione non autorizzata non può essere esclusa a priori.
La Procura, per accertare con certezza la dinamica dell’incidente, sta valutando la necessità di avvalersi di una consulenza tecnica specifica, che possa fornire un parere scientifico e inoppugnabile sulla velocità sostenuta, sulle tracce di frenata e su altri elementi cruciali per la ricostruzione della vicenda.
Allo stesso tempo, si stanno cercando testimonianze che possano fare luce sul motivo per cui i tre giovani si trovassero in quella specifica area, al di fuori degli orari e delle attività previste.
La tragedia, al di là delle responsabilità individuali che emergeranno dalle indagini, solleva una riflessione più ampia sulla sicurezza stradale, sulla cultura del rischio tra i giovani e sull’importanza di una maggiore sensibilizzazione nei confronti dei pericoli legati alla velocità e alla guida imprudente.
La perdita di due vite così giovani rappresenta una ferita profonda per l’intera comunità e impone un impegno collettivo per prevenire che simili tragedie si ripetano.






