A Carapelle, nel cuore del Subappennino Dauno, si dispiega un presepe che trascende la tradizionale rappresentazione natalizia, configurandosi come una vibrante macchina del tempo, un omaggio al patrimonio immateriale di una comunità.
Un’opera monumentale, lunga venti metri, concepita e realizzata con maestria artigianale da Onofrio Parrella, un uomo che ha trasformato la passione per i presepi in una forma d’arte capace di evocare ricordi e trasmettere un senso profondo di appartenenza.
Parrella, falegname in pensione e custode di un’eredità paterna, ha voluto narrare la storia di Carapelle e dei suoi dintorni attraverso le figure dei mestieri un tempo vitali per l’economia e l’identità locale.
Non si tratta semplicemente di riproduzioni statiche, ma di una complessa animazione meccanica che dà vita a figure che battono l’acciaio nella fucina, che sferruzzano con la vecchia macchina da cucire, che riparano scarpe, che affilano coltelli, che arrovisciano le castagne sulla brace, che vangano la terra sotto il sole.
Ogni movimento, ogni gesto, è frutto di un’attenta ricerca e di una meticolosa realizzazione, orchestrato da un intricato sistema di motori ricavati da fili di ferro, un vero e proprio “cuore” meccanico che pulsa al ritmo dei ricordi.
L’utilizzo di materiali umili – polistirene, gesso, stoffe riciclate – non diminuisce l’impatto emotivo dell’opera, bensì ne sottolinea l’autenticità e la connessione con la terra e con la tradizione.
I paesaggi montani, modellati con cura, creano un contesto realistico che amplifica l’effetto immersivo, trasportando il visitatore in un universo di suoni, odori e immagini evocative.
Il presepe di Parrella è più che una semplice decorazione natalizia; è un atto di memoria, un tentativo di preservare un patrimonio culturale in rapida trasformazione.
È un invito a riscoprire il valore del lavoro manuale, la bellezza della semplicità, il legame con le proprie radici.
Con lo sguardo già rivolto al futuro, Parrella esprime il desiderio di creare un’associazione che coinvolga le giovani generazioni, trasmettendo loro la passione per l’arte presepiale e promuovendo la conoscenza di un’eredità culturale che rischia di essere dimenticata.
Un’eredità che, attraverso la creatività e l’ingegno di un artista come lui, continua a illuminare il presente e a nutrire la speranza per il domani.
Il presepe, accessibile al pubblico fino al 6 gennaio, rappresenta un’esperienza unica, un viaggio nel tempo e nella memoria collettiva, un tesoro da custodire e tramandare.

