Chikungunya a Bari: due casi importati, monitoraggio in corso.

L’attenzione della sanità pubblica barese è stata recentemente focalizzata sull’identificazione e gestione di due casi di Chikungunya, una patologia virale insidiosa trasmesse dalla puntura di zanzare del genere *Aedes*.

L’annuncio, diffuso dall’Azienda Sanitaria Locale (ASL) Bari, segna la conclusione di un’indagine epidemiologica accurata, volta a comprendere l’origine e il potenziale impatto di questi casi sul territorio.

Il virus Chikungunya, originario dell’Africa e dell’Asia, si manifesta con una sintomatologia acuta caratterizzata da febbre alta, intensa sofferenza articolare – che può persistere per mesi o anni, compromettendo significativamente la qualità della vita – e, in alcuni casi, eruzioni cutanee e affaticamento generalizzato.

L’indagine ha escluso la trasmissione locale, confermando che i due individui positivi hanno contratto l’infezione all’estero, probabilmente durante un viaggio in un’area endemica.

La natura “importata” di questi casi sottolinea l’importanza della sorveglianza epidemiologica e dell’informazione ai viaggiatori in zone a rischio.

La risposta dell’ASL Bari ha coinvolto un approccio multidisciplinare, integrando competenze di medicina interna, malattie infettive e sanità veterinaria.

L’ambulatorio specializzato in malattie infettive ha condotto le analisi diagnostiche che hanno confermato la presenza del virus.

Parallelamente, il Servizio veterinario di sanità animale, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata, ha implementato un piano di monitoraggio vettoriale.

Questo ha comportato l’installazione strategica di trappole per la *Aedes albopictus*, comunemente nota come zanzara tigre, nelle immediate vicinanze delle abitazioni dei pazienti.
La scelta della *Aedes albopictus* è giustificata dal suo ruolo comprovato come vettore di numerosi virus, tra cui il Chikungunya, e dalla sua capacità di adattamento a diversi ambienti, inclusi quelli urbani.

Le trappole, dopo un periodo di sorveglianza, sono state rimosse e saranno trasferite all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Foggia per un’analisi laboratoriale avanzata.

Questa analisi mirerà a isolare e identificare la presenza dell’agente patogeno all’interno delle zanzare catturate, fornendo informazioni cruciali sulla possibile circolazione del virus nella comunità e valutando il rischio di trasmissione locale.
Il monitoraggio delle popolazioni di zanzare non si limita solo alla ricerca del virus Chikungunya, ma rappresenta uno strumento di sorveglianza attiva per altre malattie trasmesse da vettori, come la dengue e la Zika.

L’ASL Bari ha inoltre attivato tutte le procedure previste dai protocolli nazionali e regionali per la gestione di focolai epidemici, includendo attività di informazione e sensibilizzazione della popolazione.
La comunicazione efficace è essenziale per promuovere comportamenti preventivi, come l’uso di repellenti, l’eliminazione di ristagni d’acqua dove le zanzare possono riprodursi e l’installazione di zanzariere.
La stretta collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata assicura un approccio coordinato e basato su evidenze scientifiche, volto a minimizzare il rischio di diffusione della malattia e a proteggere la salute della comunità.
La situazione rimane sotto costante osservazione e valutazione, con particolare attenzione all’individuazione di eventuali nuovi casi e alla risposta tempestiva a qualsiasi segnale di allarme.

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