Crisi Sanitaria: Pronto Soccorso al Collasso, Urgente Riforma del SSN

La fragilità dell’assistenza territoriale in Italia, drammaticamente esacerbata dai recenti picchi influenzali e che riversa pazienti in Pronto Soccorso ormai al collasso, non è una mera conseguenza di circostanze occasionali, ma l’espressione di un problema sistemico profondo.
Si tratta di una questione che affonda le sue radici in un modello di Sistema Sanitario Nazionale (SSN) obsoleto, un’architettura concettuale risalente a un’epoca demografica e sociale radicalmente diversa dalla realtà odierna.
La situazione attuale non può essere affrontata con soluzioni superficiali o interventi d’emergenza, ma richiede una riforma organica e tempestiva, un’attuazione concreta di quanto già delineato dalle normative post-Covid, finora rimaste in gran parte inattive.

Il focus non può limitarsi a gestire il disservizio immediato, ma deve indagare le cause profonde del sovraffollamento dei Pronto Soccorso.
La ragione primaria risiede nella progressiva erosione dell’assistenza territoriale e nel conseguente trasferimento di funzioni, precedentemente gestite dai medici di medicina generale, verso le strutture ospedaliere, Asl e Policlinici.
Questa deriva, innescata da una serie di fattori tra cui la crescente complessità delle patologie, la carenza di risorse dedicate all’assistenza domiciliare e la difficoltà di coordinamento tra i diversi livelli di cura, ha generato un circolo vizioso: la mancanza di alternative porta i pazienti a ricorrere ai Pronto Soccorso per problematiche che potrebbero essere gestite a livello territoriale, sovraccaricandoli ulteriormente e compromettendo la loro capacità di rispondere alle emergenze urgenze.

È imperativo ridefinire il ruolo e la remunerazione dei medici di medicina generale, superando il modello di convenzione attuale che si è rivelato inadeguato a rispondere alle nuove esigenze della popolazione.

Un maggiore coinvolgimento dei medici di famiglia nella rete assistenziale, con la creazione di punti di cura prolungati e l’implementazione di modelli di presa in carico del paziente continuativa, rappresenta una priorità assoluta.
Parallelamente, è necessario un ripensamento radicale del ruolo del settore privato convenzionato.
L’attuale sistema, che consente alle strutture private di accedere ai finanziamenti pubblici senza assumersi la responsabilità della gestione dell’emergenza urgenza, appare profondamente ingiusto e insostenibile.

È indispensabile che anche le strutture private contribuiscano attivamente alla risposta ai bisogni della popolazione, condividendo gli oneri e le responsabilità del sistema sanitario nazionale.

La politica è chiamata a prendere decisioni coraggiose, anteponendo gli interessi dei pazienti a quelli di qualsiasi altro interesse, compresi quelli dei dipendenti del settore sanitario.
È un momento cruciale per il futuro del SSN, un sistema che ha bisogno di essere modernizzato, potenziato e reso più equo, per garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute.

L’inazione o il protrarsi di soluzioni parziali rischiano di compromettere irreparabilmente la sua credibilità e la sua capacità di rispondere alle sfide del futuro.

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