sabato 30 Agosto 2025
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Comune di Bari

Erosione della fiducia: la magistratura italiana al banco di prova.

La percezione pubblica della magistratura italiana ha subito un’erosione significativa nel corso degli anni, un fenomeno complesso e multifattoriale che va ben oltre la semplice critica politica.
Sebbene l’immagine di incorruttibilità e quasi di infallibilità che i magistrati godevano, soprattutto in seguito a tragiche vicende come le stragi di Falcone e Borsellino e poi durante le inchieste di “Mani Pulite”, fosse profondamente radicata nell’immaginario collettivo, tale visione si è progressivamente offuscata.

L’eccessiva politicizzazione di alcune frange del corpo giudiziario, l’utilizzo strumentale della magistratura in contesti politici e la percezione di una parzialità nei processi decisionali hanno contribuito a minare la fiducia dei cittadini.

Non si tratta di un’accusa generalizzata a tutti i magistrati, ovviamente, ma di un’osservazione puntuale su dinamiche e tendenze che hanno lasciato il segno nell’opinione pubblica.

L’idealizzazione iniziale, nata dalla necessità di contrastare la criminalità organizzata e la corruzione, si è scontrata con la realtà di un sistema complesso, con le sue imperfezioni, i suoi errori e le sue possibili derive.
L’autonomia della magistratura, pilastro fondamentale dello stato di diritto, è un principio inalienabile, ma quando questa autonomia si traduce in una distanza percepita dai cittadini e in una mancanza di trasparenza, il rischio di politicizzazione diventa tangibile.
La fiducia nel sistema giudiziario è un elemento cruciale per la stabilità democratica di un paese.
Quando i cittadini percepiscono la magistratura come distante, imparziale o addirittura influenzata da logiche esterne, si genera disaffezione e si indebolisce il tessuto sociale.
Riconquistare la fiducia perduta richiede un impegno profondo da parte di tutte le istituzioni e, in particolare, della magistratura stessa, attraverso un’azione trasparente, un’attenzione costante alla correttezza processuale e un dialogo aperto con la società civile.
È necessario un ripensamento del ruolo della magistratura nell’era contemporanea, che tenga conto delle nuove sfide poste dalla globalizzazione, dalla digitalizzazione e dai cambiamenti sociali.
In sintesi, il recupero di una credibilità perduta implica non solo una riforma procedurale, ma soprattutto una profonda riflessione etica e culturale.

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