Nel cuore del subappennino foggiano, Faeto, un gioiello di storia e cultura, si appresta a celebrare la sua identità unica con il concerto “A-GN-AVENAVAJE”, un evento che si svolgerà il 4 gennaio nella suggestiva cornice della chiesa del Santissimo Salvatore.
Questo piccolo comune, abitato da circa 600 persone, condivide un legame profondo con il limitrofo Celle San Vito, il più piccolo centro abitato della Puglia (con soli 142 residenti), custodi delle ultime testimonianze linguistiche e culturali francoprovenzali nel Meridione d’Italia.
“A-GN-AVENAVAJE”, che in lingua locale significa letteralmente “alla vigilia dell’anno nuovo”, incarna un rituale di passaggio, un’occasione per rinsaldare i legami tra passato, presente e futuro.
Il concerto non è semplicemente un evento musicale, ma un atto di resilienza culturale, una dichiarazione d’amore verso una lingua e delle tradizioni che rischiano l’oblio.
La partecipazione della corale locale è arricchita dalla presenza attiva dei ragazzi delle scuole, protagonisti di un percorso educativo innovativo volto alla riscoperta e alla trasmissione del patrimonio francoprovenzale, troppo spesso relegato a un ruolo marginale nel panorama culturale italiano.
L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale, si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio immateriale faetano, un patrimonio che si esprime attraverso la lingua, i canti, le danze e le usanze tramandate di generazione in generazione.
La lingua francoprovenzale, parlata originariamente da mercanti e commercianti provenienti dalle Alpi occidentali, si è integrata nel tessuto sociale di queste comunità, assumendo caratteristiche uniche e sviluppando un lessico specifico, frutto di secoli di interazione con il territorio e con le culture circostanti.
Il concerto rappresenta un ponte intergenerazionale, un momento di dialogo e di scambio tra i membri della comunità, un’occasione per i giovani di entrare in contatto con le radici della propria identità e per gli anziani di condividere la propria memoria e la propria esperienza.
La scelta di una location simbolica come la chiesa del Santissimo Salvatore sottolinea l’importanza della fede e della spiritualità nella vita della comunità faetana, elementi che hanno contribuito a preservare la lingua e le tradizioni attraverso i secoli.
La musica, in questo contesto, non è solo intrattenimento, ma veicolo di conoscenza, strumento di coesione sociale e simbolo di identità culturale.
È un invito a riflettere sulla fragilità del patrimonio immateriale e sull’importanza di custodirlo con cura e passione, affinché possa continuare a illuminare il futuro delle comunità faetana e cellefittanese, testimonianza vivente di un’eredità culturale unica e preziosa.

