Nel cuore del Foggiano, una scoperta agghiacciante emerge come cruda testimonianza di un’attività illecita radicata nel territorio: diciannove veicoli, depredati e ridotti a relitti, sono stati rinvenuti in condizioni deplorevoli, prevalentemente in stato di incendio e parzialmente smantellati.
La denuncia, sollevata dal comandante degli ispettori ambientali di Civilis, Giuseppe Marasco, apre uno spiraglio su un sistema criminale complesso e devastante per l’ambiente.
L’operazione di controllo, condotta dagli ispettori, ha portato alla scoperta di quindici carcasse incendiarie concentrate nei pressi dell’area dismessa di Borgo Mezzanone.
Ulteriori indagini, condotte a breve distanza, hanno rivelato altre quattro auto, non distrutte dalle fiamme, ma spogliate dei loro componenti, in uno stato di avanzata cannibalizzazione, immerse nelle acque del torrente Carapelle, tra Manfredonia e Cerignola.
Questa nuova scoperta rende ancora più amara la precedente opera di riqualificazione ambientale condotta prima delle festività natalizie.
Il torrente Carapelle, precedentemente ripulito con un notevole sforzo, è tornato ad essere teatro di questa attività criminale, che compromette seriamente l’ecosistema locale.
L’accumulo di rottami metallici, inoltre, costituisce un pericoloso ostacolo al corretto deflusso delle acque, aumentando il rischio di inondazioni e danneggiando la flora e la fauna autoctone.
L’episodio solleva interrogativi profondi sulla capacità di controllo del territorio e sulla diffusione di una cultura della illegalità che impatta negativamente sull’ambiente e sulla comunità.
Le auto, presumibilmente rubate, diventano merce per un mercato nero di ricambi, alimentando un’economia sommersa e danneggiando l’ambiente.
L’azione degli ispettori ambientali di Civilis, fondamentale per l’individuazione di queste discariche abusive, sottolinea l’importanza di un impegno costante e coordinato tra forze dell’ordine, enti locali e associazioni ambientaliste per contrastare efficacemente questo fenomeno e tutelare il patrimonio naturale del Foggiano.
La bonifica delle aree contaminate e l’indagine approfondita per identificare i responsabili di questa attività criminale rappresentano ora priorità assolute.






