Il festival “Games e (Alta) Cultura”, in programma a Bari dal 16 al 18 dicembre 2025, si configura come un’indagine complessa e multidisciplinare che interroga i confini tra il mondo digitale, la cultura e le dinamiche geopolitiche contemporanee.
Lungi dall’essere una semplice celebrazione del videogioco, l’evento ambisce a decostruire il suo ruolo, tradizionalmente relegato all’intrattenimento, per rivelare il suo profondo impatto sulla psiche collettiva, sui sistemi di potere e sulle strategie di controllo sociale.
L’ottava edizione del festival si propone come un percorso immersivo nelle zone d’ombra della nostra epoca, esplorando come l’avvento dell’intelligenza artificiale, con le sue promesse di progresso e i suoi potenziali pericoli, stia rimodellando le relazioni tra individuo e istituzione, tra libertà e sorveglianza, tra conflitto e cooperazione.
Si cercherà di analizzare come il videogioco, in quanto medium interattivo e simulativo, funga da lente attraverso cui interpretare le nuove forme di conflitto, le strategie di propaganda e le narrazioni dominanti.
Un elemento chiave dell’evento sarà la presenza di Piero Molino, figura di spicco nel campo dell’intelligenza artificiale e co-fondatore di Predibase, una piattaforma innovativa volta a democratizzare l’accesso alle tecnologie AI.
La sua esperienza offrirà un punto di vista privilegiato sulle implicazioni etiche, economiche e sociali dell’AI, contribuendo a una riflessione più articolata e consapevole.
Novità significativa è l’avvio del “Catalogus Ludorum”, un archivio permanente destinato a preservare e documentare la storia del videogioco, riconoscendone il valore culturale e artistico.
Questo progetto mira a superare la percezione del videogioco come prodotto effimero, collocandolo all’interno di un contesto storico e culturale più ampio.
Il festival si pone come un crocevia di saperi, riunendo sviluppatori, ricercatori accademici, intellettuali, filosofi e artisti provenienti da diverse parti del mondo.
L’obiettivo è favorire un dialogo costruttivo e stimolante, capace di generare nuove prospettive e soluzioni innovative.
Come sottolinea Fabio Belsanti, organizzatore e CEO di AgeOfGames, la riflessione sul videogioco rivela la sua influenza millenaria sulla civiltà umana, offrendo spunti per comprendere meglio le sfide e le opportunità del presente.
Il festival aspira a fungere da catalizzatore per un cambiamento culturale profondo, con l’ambizioso obiettivo di posizionare la Puglia come un polo di eccellenza nel settore tecnologico, una “Silicon Valley” europea incentrata sull’innovazione responsabile e la creazione di valore condiviso.
Si tratta di un tentativo di ridefinire il futuro del digitale, radicato in un’attenta analisi del suo passato e delle sue implicazioni presenti.

