La Ferita del Mediterraneo: arte, empatia e un cerotto gigante

“La ferita del Mediterraneo”: un’azione artistica di profonda risonanza.
L’iniziativa “La ferita del Mediterraneo”, ideata da Viceversa Studio in collaborazione con Odd Episodes e il Comune di Bari, ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama della comunicazione sociale, generando un’onda di empatia e consapevolezza che ha superato i nove milioni di visualizzazioni sui social media e mobilitato oltre 80.000 donazioni a favore di Sos Mediterranée.
Più che una semplice campagna, l’opera si configura come un potente atto simbolico, un’installazione effimera che ha trasformato il lungomare Imperatore Augusto di Bari in un palcoscenico per la denuncia di una tragedia umana senza fine: il Mediterraneo, teatro di sofferenza e dispersione per migliaia di persone in cerca di una vita migliore.
L’immagine iconica di un enorme cerotto galleggiante, esteso per oltre 90 metri quadrati e composto da 360 elementi fluttuanti, ha catturato l’attenzione di un pubblico globale.

La scelta del cerotto, un simbolo di cura, riparazione e speranza, contrasta drammaticamente con l’orrore della perdita in mare, evidenziando l’urgenza di un intervento umano più ampio e compassionevole.

L’elevato numero di moduli, visibili sia dalla costa che dall’alto, rappresenta la moltitudine di vite spezzate, un monito tangibile delle statistiche spietate che spesso vengono ridotte a freddi numeri.
Il progetto non si limita a un mero atto commemorativo; è un invito alla riflessione sulle responsabilità collettive di fronte a una crisi umanitaria di tale portata.
I numeri, brutalmente impressi nella memoria collettiva – 1.692 vittime nel 2024, quasi 800 disperse quest’anno, oltre 32.000 dall’inizio del 2014 – non sono semplici dati statistici, ma rappresentano storie individuali, sogni infranti e famiglie distrutte.

L’iniziativa proietta inoltre un fascio di luce sul fondamentale ruolo svolto dagli equipaggi di Sos Mediterranée, evidenziando l’importanza cruciale delle cure mediche di primo soccorso, spesso l’unica speranza per coloro che riescono a sopravvivere al viaggio.

L’opera sottolinea come l’azione umanitaria non si limiti al salvataggio in mare, ma includa anche la garanzia di un’assistenza medica adeguata per affrontare le conseguenze fisiche e psicologiche di un’esperienza traumatica.
Riconosciuta con il prestigioso Adci Awards 2025 nella categoria “Comunicazione Pubblica”, “La ferita del Mediterraneo” dimostra come l’arte, la creatività e l’impegno sociale possano convergere per generare un impatto significativo, promuovendo la consapevolezza, la solidarietà e l’azione concreta a favore delle persone più vulnerabili.

L’installazione si configura non solo come un successo comunicativo, ma come un appello urgente a non dimenticare e a continuare a cercare soluzioni per una gestione più umana e dignitosa dei flussi migratori nel Mediterraneo.

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