La comunità culinaria pugliese è stata colpita da un lutto improvviso e doloroso: Angelo Maggio, stimato chef di 59 anni, ha perso la vita in un tragico incidente stradale avvenuto nella serata di ieri lungo la suggestiva litoranea nord di Otranto, nel cuore della provincia di Lecce.
Una notizia che ha spento l’entusiasmo e l’energia di un territorio profondamente legato alla sua tradizione gastronomica e alla figura di un uomo che l’ha interpretata con passione e maestria.
Angelo Maggio non era solo un cuoco; era un custode di saperi antichi, un narratore di storie attraverso i sapori.
La sua cucina, radicata nel territorio salentino, celebrava la semplicità degli ingredienti locali, esaltandone la freschezza e l’autenticità.
Dalle orecchiette fatte a mano, condite con il profumo intenso del pomodoro fresco e l’aroma pungente dell’aglio, al pesce appena pescato, grigliato alla perfezione e insaporito da un filo d’olio extravergine d’oliva, ogni piatto era un omaggio alla ricchezza del paesaggio pugliese.
L’incidente, le cui dinamiche sono ancora in fase di accertamento da parte delle autorità competenti, ha visto il suo veicolo, una Fiat Idea, sbandare improvvisamente, finendo contro un caratteristico muretto a secco, testimonianza di un’architettura rurale secolare.
Nonostante l’immediato intervento del personale medico del 118, ogni sforzo si è rivelato vano.
La perdita di Angelo Maggio lascia un vuoto incolmabile non solo nella sua famiglia e nei suoi affetti più cari, ma anche in tutta la comunità che lo ha conosciuto e apprezzato.
La sua scomparsa prematura solleva interrogativi sulla sicurezza stradale, un tema sempre più urgente nelle aree costiere ad alto traffico, e sulla fragilità della vita, un promemoria impietoso che ci invita a riflettere sul valore di ogni istante.
Angelo Maggio lascia un’eredità preziosa: la passione per la cucina, l’amore per il territorio e l’impegno nel preservare le tradizioni gastronomiche della Puglia, un patrimonio culturale da custodire e tramandare alle future generazioni.
Il suo ricordo continuerà a vivere nei sapori autentici e nell’arte culinaria che ha saputo interpretare con tanta dedizione e talento.






