A Rocchetta Sant’Antonio, un gioiello incastonato nel cuore della provincia di Foggia, il profumo di Natale si fonde con la storia di una donna straordinaria: Maria Inglese.
A 102 anni, nonna Maria è un pilastro della comunità, l’unica ultracentenaria residente in un comune di appena 1500 anime, e custode di un patrimonio gastronomico e culturale inestimabile.
Il 31 agosto ha compiuto un secolo e due anni, un traguardo che celebra non solo la sua longevità, ma anche la resilienza di una vita segnata da perdite e resilienza.
La sua esistenza è intessuta di gesti ripetuti, rituali tramandati di madre in figlia, che si manifestano ogni anno con la preparazione dei dolci natalizi: cartellate, calzoncelli farciti di castagne e mandorle, crostate di ogni forma e gusto.
Con il mattarello, l’acqua e la farina, ingredienti semplici ma carichi di significato, Maria crea non solo delizie per il palato, ma anche legami intergenerazionali, mantenendo vive tradizioni che rischiano di scomparire.
Orfana di madre in tenera età, è stata cresciuta dai nonni paterni, assumendo un ruolo materno anche per i fratellastri e le sorellastre, tutti ormai scomparsi.
Il lavoro nei campi, soprattutto nella fertile piana di Cerignola, ha segnato i primi anni della sua vita, forgiando un carattere forte e una profonda connessione con la terra.
Oggi, Maria vive in autonomia, un esempio di vitalità e indipendenza, seguendo un’alimentazione equilibrata e concedendosi un bicchiere di vino quotidiano, un piccolo piacere che contribuisce al suo benessere.
La sua famiglia, un mosaico di affetti dispersi tra Foggia e la Svizzera, è un legame prezioso, rappresentato da quattro figli, dieci nipoti, undici pronipoti e quattro trisnipoti.
Questi ultimi, testimoni viventi della sua saggezza, custodiscono gelosamente il suo sorriso e i suoi racconti.
Le ricette che utilizza non sono semplici formule, ma custodi di una memoria collettiva, un filo invisibile che lega il presente al passato.
La sua partecipazione alla realizzazione del presepe vivente, un evento storico per il comune, ha contribuito a valorizzare l’enogastronomia locale, arricchendo la manifestazione con i suoi prodotti artigianali.
La figura di nonna Maria è oggetto di uno studio antropologico di inestimabile valore, avviato dal professor Aldo Colucciello, e proseguito dall’associazione Liberamente.
Questa ricerca mira a preservare la memoria del dialetto, delle abitudini e dei volti di coloro che raggiungono il traguardo del centenario, documentando un patrimonio culturale che altrimenti andrebbe perduto.
In un’epoca dominata dall’omologazione e dalla globalizzazione, Maria Inglese rappresenta un faro, un simbolo di identità e di appartenenza, un monito a non dimenticare le nostre radici e a celebrare la bellezza della diversità.
È una testimonianza vivente del potere della tradizione, della resilienza umana e della gioia di condividere un sorriso con il mondo.

