Un’imponente motonave, di nazionalità insulare oceanica e proveniente dalle acque territoriali russe del Mar Nero, è stata intercettata e sequestrata nel porto di Brindisi.
L’operazione, orchestrata dalla Procura di Brindisi con il supporto della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane, si inquadra in un contesto di rigorosa applicazione delle sanzioni internazionali imposte alla Federazione Russa in seguito al conflitto russo-ucraino.
Il tribunale locale ha convalidato il provvedimento di sequestro, che coinvolge quattro individui: l’importatore, l’armatore e due membri dell’equipaggio, accusati di aver violato le misure restrittive europee in concorso tra loro.
La vicenda solleva interrogativi complessi in merito alla sofisticazione delle strategie utilizzate per eludere i controlli e perpetrare attività commerciali illegali in un periodo storico segnato da tensioni geopolitiche globali.
L’imponenza del carico – oltre 33.000 tonnellate di materiale ferroso – suggerisce un’operazione di ingenti proporzioni, che testimonia la determinazione di alcuni attori a sfruttare le vie commerciali internazionali per aggirare le restrizioni imposte.
L’indagine, iniziata a seguito dell’arrivo della nave a Brindisi, ha portato alla luce una serie di anomalie documentali di grave entità.
La documentazione di bordo presentava alterazioni e falsificazioni mirate a offuscare le reali operazioni di carico e le rotte seguite dalla nave.
Un esame dettagliato dei dati provenienti dal sistema Ecdis (Electronic Chart Display and Information System), componente essenziale per la navigazione sicura delle grandi navi, ha rivelato una permanenza inattesa e non dichiarata nel porto di Novorossisk, in territorio russo.
Questo porto, specificamente bersagliato dalle sanzioni internazionali, è stato identificato come luogo di operazioni di carico illegali tra il 13 e il 16 novembre 2023.
Ulteriori accertamenti hanno svelato un tentativo deliberato di occultamento della posizione della nave attraverso la disattivazione del sistema Ais (Automatic Identification System), un dispositivo cruciale per l’identificazione delle imbarcazioni e la trasmissione in tempo reale di dati relativi alla posizione, alla rotta e alla velocità.
La disattivazione del sistema Ais, avvenuta in prossimità del porto di Novorossisk, suggerisce un’intenzione chiara: sottrarre la nave alla sorveglianza delle autorità competenti e ostacolare l’attività di controllo, manifestando un approccio premeditato volto a eludere le normative internazionali.
L’accusa di aver attuato un piano per nascondere l’effettiva posizione della nave durante un periodo chiave di attività commerciali illegali aggiunge un elemento di gravità alla vicenda, sollevando interrogativi sulla possibile esistenza di una rete più ampia di soggetti coinvolti e sulle possibili complicità tra attori operanti in diversi paesi.








