Un’ondata di freddo inaspettata ha disegnato un paesaggio invernale atipico sulla provincia di Foggia, riportando la neve a danzare sulle cime dell’entroterra garganico e dei Monti Dauni.
L’evento, seppur previsto dalle previsioni stagionali, ha sorpreso per la sua intensità e per la sua presenza in aree dove la neve, pur non rara, si manifesta con frequenza minore.
A Monte Sant’Angelo, porta d’accesso al cuore del Gargano, la coltre bianca ha ricoperto le strade e le case, confermando la vocazione montana del comune, situato a quasi 800 metri di altitudine.
Similmente, a San Marco in Lamis, la neve ha interrotto la programmazione culturale, costringendo al rinvio di un concerto di musica da camera, un evento che avrebbe incantato il pubblico con le note di chitarra e violino.
La decisione, pur dispiaciuta, è stata dettata dalla necessità di garantire la sicurezza del pubblico e degli artisti, data l’impervietà delle strade.
Anche i Monti Dauni, con i loro picchi più elevati, non sono sfuggiti all’abbraccio del freddo.
A Faeto, il comune più alto dell’area, i fiocchi di neve, mischiati a pioggia, hanno creato un’atmosfera suggestiva, sottolineando la varietà del microclima che caratterizza questa porzione di territorio.
L’altitudine, un fattore cruciale, ha agito come acceleratore, favorendo la precipitazione nevosa in queste zone.
La recente perturbazione ha ripercosso effetti significativi sulla vita quotidiana dei residenti.
Ricordiamo le ordinanze di chiusura delle scuole emesse dai sindaci dei comuni foggiani, una misura precauzionale adottata per proteggere gli studenti e il personale scolastico, vista la pericolosità delle strade a causa del ghiaccio e della neve.
Questa situazione ha evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture e la necessità di una pianificazione attenta per affrontare eventi meteorologici estremi.
Le temperature persistentemente rigide amplificano le conseguenze di questa ondata di freddo, aggravando le condizioni delle infrastrutture e creando potenziali disagi per la popolazione.
La combinazione di neve, ghiaccio e basse temperature rappresenta una sfida logistica e un invito alla prudenza, ricordando l’importanza di un monitoraggio costante delle condizioni meteorologiche e di una pronta risposta da parte delle autorità locali.
La neve, quindi, non è solo un fenomeno naturale, ma un campanello d’allarme che sottolinea la necessità di una maggiore resilienza territoriale e di una gestione proattiva delle risorse.






