Nuova cura pediatrica: Bari punta sull’integrazione e i dati.

L’evoluzione della cura pediatrica richiede un ripensamento radicale del sistema sanitario, un passaggio da un modello frammentato a uno integrato, centrato sul benessere del bambino e del suo nucleo familiare.
Il Policlinico di Bari, in linea con questa visione, sta sviluppando un approccio innovativo volto a superare le tradizionali divisioni tra ambiente ospedaliero e servizi territoriali, focalizzandosi sull’analisi dei dati e sull’ottimizzazione dei percorsi di cura.

L’aumento significativo degli accessi al servizio di emergenza pediatrica, con un incremento del 33% negli ultimi due anni e superando le 30.000 prestazioni complessive lo scorso anno presso il Giovanni XXIII, sottolinea la crescente domanda di cure specialistiche e la necessità di una risposta organizzativa efficace.
Parallelamente, il Policlinico di Bari registra oltre tremila accessi al suo pronto soccorso pediatrico, evidenziando il ruolo cruciale che svolge nell’offerta di assistenza in ambito locale.
Il direttore generale, Antonio Sanguedolce, pone l’accento su un principio cardine: la cura pediatrica non può essere concepita come un intervento isolato rivolto al singolo paziente.

Il bambino è parte di un sistema relazionale complesso, e la famiglia, nel suo insieme, vive e affronta l’esperienza della malattia.

Questo approccio biopsicosociale implica la necessità di considerare non solo gli aspetti clinici, ma anche quelli emotivi, psicologici e sociali che influenzano il benessere del bambino e dei suoi cari.
Il Giovanni XXIII, riconosciuto come punto di riferimento strategico a livello regionale, beneficia di una continua attenzione da parte dell’azienda sanitaria.

L’impegno è quello di rafforzare la collaborazione tra i due presidi – il Policlinico e il Giovanni XXIII – e di estendere questa sinergia all’intera rete territoriale.
Ciò implica la creazione di protocolli condivisi, la formazione congiunta del personale sanitario, l’implementazione di sistemi informatici integrati e la promozione di una comunicazione fluida tra i diversi attori del sistema.

L’obiettivo finale è quello di garantire una continuità assistenziale ottimale, evitando duplicazioni di esami diagnostici, riducendo i tempi di attesa e migliorando la qualità complessiva del servizio offerto.
Si punta a una transizione dolce tra l’assistenza ospedaliera e quella domiciliare, con il coinvolgimento attivo dei pediatri di libera scelta, dei consultori familiari e delle associazioni di volontariato.
In definitiva, si tratta di costruire un ecosistema di cura pediatrica capace di rispondere in modo efficace e umano alle esigenze di ogni bambino e della sua famiglia, promuovendo la salute e il benessere di una comunità intera.
L’analisi continua dei dati e il feedback dei pazienti saranno strumenti essenziali per misurare l’efficacia di questo percorso e per apportare i necessari aggiustamenti.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap