Un’operazione dei Carabinieri, protrattasi per mesi e culminata a marzo 2024, ha portato all’arresto di dodici individui, di età compresa tra i 21 e i 46 anni, tutti residenti nel territorio di San Severo (Foggia), con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Foggia, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
L’accusa principale è quella di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, con un singolo indagato gravato anche dalla contestazione di porto abusivo di arma da fuoco.
L’inchiesta, scaturita da un controllo routinario che ha portato al sequestro di una limitata quantità di stupefacente detenuta per uso personale, ha svelato un’organizzazione complessa e strutturata, radicata nel tessuto sociale locale.
I Carabinieri, attraverso attività di indagine di natura tecnica e tradizionale, hanno individuato un box prefabbricato, trasformato in un sofisticato punto di stoccaggio e cessione di cocaina, hashish e marijuana.
Il box, elemento centrale dell’attività illecita, era protetto da un sistema di videosorveglianza, elemento cruciale per monitorare l’area circostante e prevenire eventuali intrusioni o controlli da parte delle forze dell’ordine.
Le operazioni di cessione, secondo quanto emerso dalle indagini, si svolgevano in maniera continuativa, spesso precedute da accordi telefonici con i clienti, e coprivano l’intera giornata.
L’organizzazione sembrava aver implementato una strategia volta a minimizzare il rischio di intercettazioni, organizzando i turni di custodia e cessione in modo da distribuire la responsabilità tra i diversi membri del gruppo.
Un elemento particolarmente significativo è la scoperta di un “listino prezzi” affisso all’interno del box, che indicava i costi delle diverse dosi di stupefacente, con una tariffa predeterminata di 50 euro per la cocaina e valori compresi tra 5 e 10 euro per marijuana e hashish.
Questo dettaglio suggerisce un’organizzazione capillare e un’attività strutturata, che mirava a massimizzare il profitto attraverso un’offerta standardizzata.
Le indagini hanno raccolto una mole significativa di prove, tra cui filmati e registrazioni audio, che documentano numerosi episodi di spaccio, sia diurni che notturni.
Un soggetto, già noto alle autorità, è stato identificato come il responsabile dell’approvvigionamento dello stupefacente, il quale coordinava le consegne e gestiva il flusso di denaro.
La scoperta, all’interno del box, di una pistola calibro 7,65, introdotta da uno degli indagati, evidenzia inoltre la pericolosità e la potenziale violenza associata all’attività criminale.
L’operazione rappresenta un duro colpo alla criminalità organizzata nel territorio sanseverese, contribuendo a disarticolare una rete di spaccio di stupefacenti e a restituire sicurezza ai cittadini.

